“A seguito di una puntata delle Iene che si è occupata di un falso matrimonio che si sarebbe dovuto effettuare al Comune di Terni – dichiara, anche a nome dei commissari Michele Rossi e Mirko Presciuttini, il presidente Claudio Fiorelli – la IV Commissione ha voluto approfondire, nella sua attività di garanzia e controllo, la situazione ma non sono state riscontrate nella gestione dei matrimoni anomalie da parte del Comune di Terni.”
Per il Comune “le anomalie possono essere legate a particolari che rivelino una scarsa conoscenza tra gli aspiranti coniugi, oppure le modalità di presentazione degli atti che possono lasciare presuppore la presenza di una organizzazione terza. Non sono elemento di dubbio la differenza di età tra i coniugi – in quanto elemento non giudicabile – nè il fatto che un determinato soggetto, ultimate le procedure di divorzio, contragga un nuovo matrimonio.
Le procedure per i matrimoni e le unioni civili sono strettamente normate, non c’è margine di interpretazione per i dipendenti pubblici e non celebrare un matrimonio potrebbe dire di incorrere in omissioni di atti di ufficio.”
La commissione ha provveduto anche ad acquisire dei dati. Nel l 2018 si sono avuti complessivamente 662 matrimoni civili, 75 hanno riguardato coppie miste, cioè con uno dei due contraenti extracomunitario. Nel 2019 si sono avuti 665 matrimoni civile di cui 71 riguardanti coppie miste. Il monitoraggio sulle cosiddette coppie miste è fatto esclusivamente perchè è su questo tipo di matrimoni che potrebbe celarsi l’acquisizione fraudolenta della cittadinanza italiana e dell’Ue. E’ intenzione della commissione riattivare il monitoraggio a fine del 2020 per analizzare se ci siano stati scostamenti, anche alla luce della rilevanza mediatica che ha riguardato la nostra città”.
“Come consigliere comunale – ha aggiunto Michele Rossi – ho celebrato circa 30 matrimoni.Noi possiamo controllare che gli atti siano in regola, ma per altre cose non possiamo fermare il matrimonio. Quando gli atti sono regolari non è consentito rifiutare di celebrare l’unione. Come commissione abbiamo valutato la correttezza degli uffici fugando qualunque tipo di dubbio sull’Amministrazione comunale. Per quello che ci riguarda non sono emersi legami tra i dipendenti pubblici e i soggetti legati a chi organizza falsi matrimoni”.







