La crisi istituzionale esplosa nelle ultime settimane porta allo scioglimento della Giunta e a una fase di transizione guidata dal Coni nazionale
L’atto conclusivo di una crisi istituzionale senza precedenti, che nelle ultime settimane ha scosso profondamente il mondo sportivo umbro, si è concluso con la sospensione della seduta del 14 novembre e le dimissioni dell’Avvocato Aurelio Forcignanò, presidente del Coni Umbria. Le dimissioni sono state formalizzate con una lettera indirizzata ai consiglieri e ai membri della Giunta regionale, consegnata direttamente al presidente nazionale Luciano Buonfiglio.
Eletto lo scorso aprile con un’ampia maggioranza, dopo dodici anni da vicepresidente del Comitato regionale, Forcignanò aveva visto la sua guida entrare in discussione quando la Giunta aveva contestato alcune decisioni ritenute unilaterali e non condivise con gli organismi interni. A complicare ulteriormente il quadro era stata la sua nomina all’interno della società sportiva Fortebraccio Asd di Perugia, avvenuta a maggio e seguita dalle dimissioni dello scorso 30 ottobre: una posizione indicata come potenziale incompatibilità con il ruolo di presidente del Coni regionale.

Con le dimissioni formali, si apre ora una fase di transizione destinata con ogni probabilità a sfociare nel commissariamento del Comitato regionale umbro. Saranno i vertici nazionali del Coni a stabilire tempi e modalità del percorso che porterà alle nuove elezioni, necessarie per ristabilire la piena operatività dell’ente.
Il passo di Forcignanò, dopo appena sei mesi di mandato, era diventato inevitabile. «Il passo delle dimissioni l’ho compiuto per senso di responsabilità – spiega l’ormai ex presidente – perché credo che le istituzioni vengano prima delle persone. Il Coni è un ente importante per tante associazioni sportive e per il territorio, e la sua attività non può essere bloccata o rallentata».
Forcignanò riferisce anche alcune anomalie nella seduta di sfiducia: «La seduta è durata appena tre minuti, mi hanno consegnato la lettera e hanno sospeso i lavori. E i membri della Giunta non si sono dimessi». Pur rivendicando di aver agito «con lealtà, correttezza e trasparenza», esprime amarezza per l’esito della vicenda, ma esclude ogni volontà di alimentare polemiche.
Con le dimissioni del presidente decade automaticamente anche la Giunta che lo aveva sfiduciato. Si apre così quella che molti definiscono una fase di “regno di mezzo”, in cui la gestione ordinaria passa al vicepresidente vicario Luigi Repace. Dopo 25 anni alla guida del calcio umbro, Repace si ritrova ora anche traghettatore del Coni, ma il suo ruolo potrebbe cambiare: spetterà infatti al Coni nazionale decidere se mantenere lui alla guida della fase elettorale oppure nominare un commissario esterno.
Il percorso verso nuove elezioni si preannuncia complesso e richiederà tempi tecnici non brevi: presentazione delle candidature con relative firme, valutazione dei programmi, periodo di “campagna elettorale” interna e infine il voto.




