Una celebrazione corale tra fede, memoria e speranza: istituzioni, cittadini e Chiesa insieme per restituire alla città il suo cuore spirituale.
Migliaia di fedeli, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del Governo, si sono radunati ieri in piazza San Benedetto per festeggiare la rinascita di Norcia e l’inaugurazione della nuova Basilica, simbolo della tragedia del 2016 che ne aveva quasi cancellato l’esistenza. Un momento di profonda emozione e orgoglio collettivo, che ha segnato la fine di un lungo percorso di ricostruzione e il ritorno alla vita di un luogo caro non solo ai nursini, ma all’intera Europa cristiana.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi rappresentanti nazionali e regionali, i sindaci dei comuni umbri del cratere, le autorità ecclesiastiche, fedeli, turisti e cittadini della Valnerina.

La cerimonia è stata preceduta, il giorno prima, da una presentazione ufficiale nella Sala Digipass del Comune. In quell’occasione, autorità civili e religiose hanno ripercorso le tappe del difficile cammino di rinascita, ricordando l’impegno condiviso di enti pubblici, tecnici e cittadini.
L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, ha evidenziato il profondo valore simbolico dell’opera: «Le macerie, materiali e umane, non hanno l’ultima parola. Solo unendo le forze e condividendo un sogno comune si riesce a costruire qualcosa che genera vita». Con un’immagine suggestiva, l’arcivescovo ha paragonato i protagonisti della ricostruzione ai “terzi scalpellini”, coloro che lavorano non solo per ricostruire pietre, ma per edificare una cattedrale di speranza. Ha voluto ringraziare i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, i tecnici, i restauratori e tutti coloro che hanno reso possibile il ritorno della Basilica, insieme ai Commissari straordinari Giovanni Legnini e Guido Castelli.
Il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, ha definito la giornata «un momento storico».E Ha aggiunto :«Oggi non è un giorno qualunque. La rinascita è realtà. Noi nursini siamo duri e tenaci: abbiamo ricucito la pietra spezzata. Quando si uniscono le forze, nessuna prova è insormontabile. Norcia è viva e rinasce».
Anche Stefania Proietti, presidente della Giunta regionale dell’Umbria, ha voluto sottolineare la forza della comunità:«L’Umbria si dimostra più forte del sisma grazie al lavoro silenzioso dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. Quello di oggi è un miracolo dell’ingegno umano, un faro di speranza per l’Italia e per l’Europa».
Giuseppe Zafarana, presidente di Eni, ha ricordato la collaborazione nata nel 2021 per la sponsorizzazione tecnica della Basilica:«Non è stato solo un contributo ingegneristico, ma un percorso di condivisione con la gente di Norcia, che ha vissuto passo dopo passo la rinascita del suo simbolo».

Il commissario straordinario Guido Castelli ha aggiunto:«La facciata della Basilica, sopravvissuta al sisma, è stata per nove anni un simbolo di speranza. Oggi quell’immagine si trasforma in realtà».
Alla cerimonia ufficiale di inaugurazione hanno preso parte il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha portato il saluto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e il ministro Francesco Lollobrigida. Giuli ha sottolineato come «questa Basilica racconti la storia delle persone di questa valle umbra, nervo e orgoglio della nostra Italia appenninica».

Lollobrigida, da parte sua, ha dichiarato:«La ricostruzione della Basilica di Norcia è il simbolo di un’Italia che non si arrende: dalle ferite del passato fiorisce una nuova speranza. Qui, dove San Benedetto diede un’anima all’Europa, ritroviamo la forza delle nostre radici e il coraggio di guardare avanti. Questo momento sancisce anche l’impegno concreto del Governo Meloni nel sostenere la ricostruzione delle aree colpite dal sisma e il futuro delle zone interne della nostra Nazione»
Al termine della solenne cerimonia di dedicazione, presieduta da monsignor Boccardo, il commissario Castelli ha rinnovato il significato profondo dell’opera: «Questa giornata segna un passaggio fondamentale nel cammino della ricostruzione. La Basilica di San Benedetto non è soltanto un monumento di straordinario valore storico e artistico, ma un faro di spiritualità che illumina la Civitas Appenninica e tutta l’Europa. La sua riapertura è il segno tangibile di ciò che insieme, attraverso la collaborazione delle istituzioni e il lodevole lavoro delle maestranze, stiamo realizzando: la rinascita dell’Appennino centrale, che torna a essere luogo di vita, di fede e di futuro».








