di Bruno Di Pilla – In questi tempi d’inquietante oscurantismo, in cui riemergono dalle tenebre intolleranza e razzismo, più che mai rifulge di vivida luce la Stella di David, storico emblema del popolo ebraico e dello Stato d’Israele. Il sacro esagramma, frutto dell’intersezione di due triangoli equilateri, è la più alta espressione del cordone ombelicale che lega l’umanità al suo Creatore. Quanto più l’individuo cerca la primordiale fonte della vita, protendendosi verso l’Onnipotente ed osservandone i Comandamenti, tanto più Egli si china sulle creature per proteggerle e curarne le ansie.
Non a caso la Stella del grande Re d’Israele, autore dei Salmi, padre di Salomone e progenitore del Cristo, viene anche chiamata “scudo” contro ogni afflizione e malvagità. Le crescenti ondate di antisemitismo vanno combattute anzitutto nelle scuole. Fin dalle primarie è bene che i bambini conoscano origini e significato dei simboli religiosi, affinché ne comprendano il valore e la forza salvìfica.
La “Menorah”, candelabro a sette bracci ovunque presente nelle sinagoghe, nelle case e nei locali degli israeliti, fa perenne memoria dei sette doni dello Spirito del Padre ai suoi figli: in latino sapientia, intellectus, consilium, fortitudo, scientia, pìetas, timor Domini.
Lo “Shabbat”, Sabato, è il sacro giorno in cui il Signore si è riposato, dopo avere plasmato l’universo e le meraviglie che vi sono racchiuse. “Pèsach”, la Pasqua ebraica, celebra la liberazione del popolo eletto dalla schiavitù in Egitto, narrata nel Libro dell’Esodo, così come “Shavuòth”, la Pentecoste, commemora il dono della Torah, termine con cui si designa il Pentateuco e più in generale la Bibbia.
Non basta la tragica rimembranza annuale della Shoah, genocidio nazista dei sei milioni di ebrei. Sono necessarie quotidiane opere educative, negli istituti scolastici di ogni ordine e grado, che sappiano illuminare la mente dei giovani, arricchirne il bagaglio cognitivo e squarciare il buio delle coscienze, specie ora che sono in via d’estinzione i testimoni diretti dell’Olocausto.





