Con una lettera inviata al Sindaco Romizi ed al Presidente Marconi,Silvio Gentile si e' dimesso da amministratore delegato della Gesenu e dalla Gest, con efficacia immediata.
La decisione è la conseguenza dei fatti che hanno colpito la Gesenu e la Gest, a cui sono seguite le ordinanze interdittive antimafia emesse dalla prefettura di Perugia e alle dinamiche societarie che si sono e si stanno verificando.
Gentile nella sua nota ha dichiarato “Benché lo stesso provvedimento prefettizio relativo a Gest chiarisca come a carico del predetto non figurano cause ostative ai sensi della vigente legislazione antimafia, ho preso atto della volontà' dei soci privati di Gesenu di 'sterilizzare' integralmente i componenti da loro nominati in seno al Consiglio di Amministrazione quale misura straordinaria da attuarsi, inter alia, nel tentativo di evitare il commisariamento dei principali contratti-rami di azienda del Gruppo Gesenu. Proprio perché condivido pienamente la suddetta finalità e l'interesse prioritario su tutto a preservare la totale operatività' del Gruppo Gesenu, ho accettato con spirito di servizio di rimettere i suddetti incarichi.
Come da me chiarito in sede assembleare, avrei preferito poter procedere all'avvicendamento gestionale in un arco temporale adeguato e comunque non oltre
la scadenza naturale del mio mandato (approvazione del bilancio di esercizio 2015) oramai prossima, non solo perché ciò e' prassi in tutti i gruppi societari con complessità paragonabili a Gesenu ma soprattutto perché sono tante e complesse le posizioni che sto gestendo in prima persona con implicazioni rilevanti per la stabilita' finanziaria di Gesenu, con responsabilità operative importanti e con controparti complesse (banche, fondi di investimento, etc.) che inevitabilmente subiranno un disorientamento dal repentino cambio di governance. A tale proposito, nelle prossime ore invierò una breve agenda delle priorità gestionali, dichiarandomi
disponibile a indirizzare correttamente il nuovo Consiglio di amministrazione compatibilmente con i miei ulteriori impegni professionali”.
“Al di la' della vicenda dei citati provvedimenti prefettizi – scrive Gentile -, le cui motivazioni nulla hanno a che fare con la recente storia gestionale del Gruppo Gesenu, posso serenamente affermare di lasciare Gesenu in condizioni nettamente migliori rispetto alla situazione che ho trovato, quando, seppure come semplice consigliere di amministrazione (fine 2012), ho iniziato ad attuare un programma di razionalizzazione industriale e finanziaria che poi ha trovato piena espressione nel Piano industriale (primo nella storia di Gesenu) approvato dai soci a dicembre 2014. Tutti gli indicatori economici, finanziari e patrimoniali testimoniano il lavoro fatto con il supporto di un valido management e vale la pena evidenziare come tutto cio' sia stato compiuto preservando integralmente i livelli occupazionali del Gruppo Gescnu. Proprio perché i fondamentali industriali di Gesenu e il suo capitale umano sono sostanzialmente sani sono convinto che anche questo momento di dura prova possa essere superato con la dovuta
coesione tra i soci e una forte motivazione di tutti gli organi gestionali, del management e dei professionisti che assistono le società, coinvolte dai provvedimenti prefettizi. Da figlio di medico mi e' stato insegnato che gli organismi sani non sono quelli che non si ammalano mai ma sono quelli che di fronte a problemi di salute sanno sviluppare i giusti anticorpi e attuare le migliori terapie con sacrificio e determinazione. In tal senso ritengo che Gesenu abbia tutte le chance per farcela nel migliore dei modi”.







