È una corsa contro il tempo, condita da svariate proteste, quella per finire l’ammodernamento della tanto discussa tratta Umbertide-Castello della ex ferrovia centrale umbra.
L’ ultimo treno è partito nella serata di martedì 12 settembre poi, da mercoledì 13, è scattato il blocco definitivo dei collegamenti ferroviari dopo ben 103 anni di vita. Preludio questo di una rinascita che va portata a termine nel più breve tempo possibile grazie ai 51 milioni di euro di investimenti, destinati per la maggior parte (circa 33 di essi) all’armamento dell’infrastruttura che conta un totale di 45 chilometri. I restanti 18 milioni saranno destinati all’installazione del sistema Scmt per l’adeguamento agli standard di sicurezza.
La luce del giorno, però, non basta più agli operai della Salcef, ditta che si è aggiudicata l’appalto, che si sono ritrovati costretti ad istituire dei turni di notte, ricorrendo ad un’illuminazione artificiale, per far sì che la scadenza fissata per il 17 dicembre venga rispettata.
Parallelamente vanno avanti anche i lavori di demolizione della vecchia infrastruttura, i binari vanno tagliati e rimossi fino al comune di Lisciano Niccone, per poi essere trasportati fino a Montecastelli, dove verranno ulteriormente ridotti e conseguentemente smaltiti in maniera corretta. Da qui parte la seconda fase, quella più complessa, che riguarda la consolidazione e la livellatura della massicciata con successivo trasporto dei componenti da Umbertide e del pietrisco da San Secondo.
Il cartello affisso a Città di Castello, in via Cesare Battisti, parla chiaro e non sono concesse proroghe: l’ex Fcu va terminata al più presto, anche a costo di saldare le rotaie negli orari della notte illuminati dal gruppo elettrogeno.
Tutto ciò mentre le proteste dei pendolari e soprattutto degli studenti, si fanno più accese e mirate verso quei bus sostitutivi che non garantiscono un servizio buono e funzionante. Corse troppo rade, fermate numerose e orari poco compatibili, rendono un’odissea i vari tragitti, si è giunti così ad un dimezzamento del numero degli abbonati alla mobilità umbra, mentre è sempre in crescita una forte e inarrestabile evasione ai biglietti, impossibile da controllare come si deve per la mancanza di personale addetto alla verifica di validità del titolo di viaggio.
A causa di questo problema è stato indetto uno sciopero per la giornata di domani, 10 novembre, dall’ Usb (Unione Sindacale di Base) Trasporti che garantirà il servizio solo nelle fasce 7 – 9 e 12 – 15.
A pagare il prezzo più alto di questo ammodernamento sono però gli ex ferrovieri temporaneamente in esubero e costretti a svolgere mansioni differenti dal proprio lavoro, nella maggioranza dei casi sono stati relegati alla guida dei bus sostitutivi mentre in maniera minore sono stati distaccati in aziende limitrofe per salvaguardare almeno in parte il loro salario.
È stato Marco Bizzarri, segretario generale della Filt Cgil dell’Umbria, a lanciare l’allarme chiedendo un intervento delle istituzione per salvaguardare non solo coloro che per anni hanno lavorato presso la tratta Umbertide-Castello, ma anche i sette lavoratori interinali impiegati presso l’officina di Umbertide, che a fine mese, a causa del mancato rinnovo del contratto, passeranno da una già difficile condizione di precariato a quella di disoccupazione vera e propria.
La situazione resta quindi difficile su ogni fronte in attesa della fatidica data del 17 dicembre che si spera porti ad una conclusione definitiva della faccenda.



