Di Ciuenlai – La crisi in Regione si aggrava.
La Governatrice continua “ufficialmente” a tentennare e a chiedere tempo per dare seguito agli “accordi di Roma”, ma nel contempo fa trapelare che Barberini può rientrare in giunta, solo se accetta lo status quo attuale. In pratica è un no al reintegro. “Orlandi ha deciso così” è la battuta di un dirigente democratico di fede bocciana.
La notizia ha fatto scattare “l'allarme rosso” tra le truppe del Sottosegretario. Dopo il partecipato incontro di Trevi “dove si è dimostrato che un altro partito è possibile”, in una successiva riunione dei 5 Consiglieri Regionali ribelli, anche i più restii allo scontro avrebbero preso coscienza del fatto che ormai la situazione “può giungere alle estreme conseguenze”.
Questo vuol dire che, oltre ad improntare la loro attività verso un definitivo appoggio esterno alla Giunta, con larghi margini di autonomia d'azione, la componente guarderà alle prossime scadenze con un occhio particolare. E di carne al fuoco ce n'è tanta. Ci sono da valutare i risultati delle elezioni comunali prima e quelli del referendum costituzionale poi e c'è da prendere in considerazione il cammino verso eventuali elezioni politiche anticipate, che tutti danno per sicure nel 2017. Tutti elementi che possono determinare scossoni imprevedibili.
Il raggiungimento della scadenza naturale della legislatura non è una cosa del tutto scontata. E del resto c'è qualcuno che può pensare che una situazione del genere possa durare altri 4 anni? Mmmmm! Tira , tira, l'alternativa all'accordo diventano, sempre più, le elezioni. Bisogna aspettare solo un anno per saperlo, perchè le eventuali politiche del 2017 potrebbero fornire la scusa e gli argomenti (leggi scranni in Parlamento, in Regione e altre poltrone) per chiudere i conti in maniera (quasi) indolore.



