Il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Perugia,in occasione di una videoconferenza stampa con il resto della direzione aziendale, ha delineato lo stato dell’arte dell’attività svolta e delle iniziative adottate nell’attuale fase di emergenza da coronavirus “Ci è caduto addosso uno tsunami a cui nessuno era preparato ma per il futuro dobbiamo essere più attrezzati”
Onnis ha spiegato “Abbiamo lavorato per diverse settimane in un clima di guerra, che poteva portare a “molti più morti e feriti. Ora si sta calmando, ma anche in piena emergenza tutto è andato bene, grazie soprattutto alle sinergie attivate e sono convinto che usciremo da questa vicenda, come comunità, tutti un po’ migliori e più attenti” Proprio per questo “è importante valutare il supporto che anche in questo senso quanto l’ospedale ha dato”.
Il commissaroio straordinario ha colto l’occasione per ringraziare tutti i professionisti dell’azienda, parlando di “una dedizione fuori dal normale”, senza dimenticare tutto il personale sanitario, tecnico e amministrativo con i quali – ha sottolineato – “abbiamo gestito situazioni, per le quali in momenti normali ci sarebbe voluto molto più tempo, con una rapidità e con una efficacia che credo si possa dire mai vista in ambiti sanitari anche a livello nazionale”.
Onnis ha valorizzato e ringraziato la Protezione vivile, la Regione Umbria e le altre istituzioni e tutti gli altri pezzi del sistema sanitario e dell’azienda ospedaliera non tralasciando i servizi territoriali e l’Università. A tale proposito ha dichiarato “Con l’università scesa in campo con grandissime potenzialità si è realizzata nei fatti una integrazione tra assistenza e ricerca”.
In chiusura sono stati elencati i numeri ed i passaggi fondamentali del Covid19, ed ha confermato che l’ospedale è passato da 782 (pre-Covid) a 683 (attuali) posti letto. Sono stati 384 i pazienti ammessi finora con diagnosi o sospetto coronavirus. Rimodulate anche le aree assistenziali: 16 i posti letto in più di terapia intensiva (29 totali), 65 le aree Covid positivi e 31 le aree determinazione diagnostica Covid. Le azioni che hanno riguardato il personale hanno visto le assunzioni di ruolo di 52 operatori (medici, infermieri, dottori di ricerca e altre figure), la stabilizzazione di 58 operatori, la formazione a distanza su emergenza Covid di 1.600 operatori e 106 operatori in smart working.
Dalle colonne del nostro giornale ieri abbiamo dichiarato che “L’Umbria rientra fra le otto regioni – insieme a Emilia Romagna, Veneto, Sardegna, Valle d’Aosta, Basilicata, Molise e Friuli Venezia Giulia – che nell’ultimo giorno hanno fatto segnare un calo dei malati, e che per la prima volta dall’inizio della pandemia cominciano ad avviarsi praticamente a verso il contagio zero. In Umbria, nelle ultime 24 ore è stato registrato un solo caso di Covid-19, per il terzo giorno consecutivo”.





