La magistratura contabile parifica il bilancio regionale 2025. Proietti: “Cambio di passo riconosciuto”. Restano le criticità su crisi demografica, mobilità sanitaria e infrastrutture.
La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per l’Umbria ha espresso il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione relativo all’esercizio finanziario 2025, certificando un quadro economico in miglioramento rispetto all’anno precedente.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha accolto con soddisfazione il giudizio della magistratura contabile, sottolineando come il risultato rappresenti il riconoscimento del lavoro svolto dall’amministrazione regionale sul fronte del riequilibrio dei conti pubblici.
Secondo Proietti, il rendiconto evidenzia una riduzione del disavanzo e una maggiore capacità di destinare risorse al territorio, nel rispetto dei principi di sana gestione finanziaria e della collaborazione istituzionale.
Tra gli aspetti rivendicati dalla presidente figura anche il completamento degli obiettivi regionali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza entro la scadenza del 30 giugno 2026. La Regione ha gestito circa 650 progetti, assicurando il raggiungimento dei target previsti e il mantenimento delle risorse assegnate.
Gli interventi hanno riguardato la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la transizione ecologica, il rafforzamento del sistema dell’istruzione, il programma Gol dedicato alle politiche attive del lavoro e i progetti di housing sociale.
Positivo, secondo la Regione, anche il bilancio della ricostruzione dopo il terremoto del 2016. La ricostruzione leggera è ormai vicina alla conclusione, mentre quella pesante continua a registrare un avanzamento significativo.
La ricostruzione privata ha raggiunto il 91% di evasione delle pratiche complete, con 2.488 cantieri conclusi sui 3.854 avviati, consentendo il rientro nelle proprie abitazioni o sedi produttive a circa sei famiglie e attività economiche su dieci.
Uno dei punti centrali evidenziati dalla presidente riguarda il settore sanitario. La Regione rivendica l’azzeramento del disavanzo e un rafforzamento della programmazione, accompagnato da una nuova organizzazione dei controlli sulla spesa e da interventi per ridurre le liste d’attesa.
Tra le misure adottate figurano l’istituzione di cabine di regia mensili dedicate al monitoraggio della spesa sanitaria e il potenziamento delle strutture tecniche per la gestione delle politiche del farmaco e dei dispositivi medici.
Nel corso dell’intervento sono stati richiamati anche gli investimenti nel trasporto pubblico locale, con l’approvazione del piano di bacino e del piano tariffario. Tra le novità viene confermato l’abbonamento annuale agevolato da 70 euro destinato ai giovani dai 14 anni in poi.
Spazio anche agli interventi sull’economia circolare, sulla gestione dei rifiuti e sulla tutela delle risorse idriche, mentre sul fronte demografico la strategia regionale punta sull’ampliamento dei servizi educativi per la prima infanzia, sull’aumento dei posti negli asili nido e sul potenziamento dei servizi nelle aree interne per contrastare lo spopolamento.
Pur riconoscendo il miglioramento della situazione finanziaria, il presidente della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, Paolo Peluffo, ha richiamato l’attenzione su alcune criticità strutturali.
Tra queste spiccano la crisi demografica, destinata a incidere sulla capacità contributiva della regione, e la mobilità sanitaria passiva, rispetto alla quale è necessario aumentare l’attrattività del sistema sanitario umbro. Peluffo ha inoltre evidenziato la necessità di incrementare le entrate extra tributarie, valorizzando ad esempio i proventi derivanti dalla gestione delle risorse idriche.
Anche il procuratore regionale della Corte dei Conti, Antonietta Bussi, ha definito il 2025 un anno di transizione, riconoscendo nel Documento di economia e finanza regionale un segnale di rinnovamento nella pianificazione.
Secondo Bussi, tuttavia, alla qualità della programmazione dovrà seguire una concreta capacità di attuazione. Per questo sarà necessaria una riorganizzazione amministrativa capace di garantire efficacia, verificabilità dei risultati e continuità nell’azione pubblica.














