La Rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia, Giuliana Grego Bolli, a seguito dello scandalo scoppiato con il Caso Suarez, in funzione della richiesta di Regione, Provincia e Comune di Perugia, ha confermato le sue dimissioni.
La destituzione dall’incarico è stata ufficializzata questa mattina. La Rettrice, indagata e sospesa in relazione al dibattuto Caso Suarez, ha inviato una lettera al ministro dell’università e della ricerca, Gaetano Manfredi, con la quale si è dimessa dall’incarico, dal quale era già stata sospesa.
Sospeso per 8 mesi anche il direttore generale, Simone Olivieri, indagato per falso e rivelazione di segreti di ufficio.
Nella giornata di oggi si svolgerà il consiglio di amministrazione di Palazzo Gallenga, durante il quale Olivieri potrebbe ricevere ufficialmente la diffida.
IL CASO SUAREZ
All’indagine su quello ormai conosciuto come “caso Suarez” si era aggiunta a fine novembre anche l’Autorità anti-corruzione (Anac), la quale aveva chiesto chiarimenti in merito all’esame-farsa del calciatore uruguaiano, svoltosi il 17 settembre scorso presso l’Università per Stranieri di Perugia.
Dalle attività investigative era venuto alla luce il fatto che gli argomenti oggetto della prova d’esame fossero stati preventivamente concordati con il candidato e che il relativo punteggio fosse stato attribuito prima ancora dello svolgimento della stessa. In particolare, è emerso che i contenuti della prova erano stati preventivamente comunicati allo stesso calciatore, giungendo a predeterminare l’esito ed il punteggio d’esame, per corrispondere alle richieste che erano state avanzate dalla Juventus, con la finalità di conseguire un positivo ritorno di immagine, tanto personale quanto per l’Università.
Gli accertamenti investigativi avevano consentito, altresì, di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per “accelerare” il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento.




