Tra Umbria e Marche ora ci sono 50 km di infrastrutture

Il boy scout Matteo Renzi che qui operònei giorni del terremoto del 1997 è tornato per fissare un segnale importante per il futuro delle due regioni
Umbria

di Maurizio Verdenelli - “Questa strada vuol essere da oggi il paradigma di un futuro diverso per l’Italia”. “Un Paese che si rimbocca le maniche, donne ed uomini, e che ci prova”. Mostra i ‘muscoli’ del sopito orgoglio italico, un nuovo risorgimento dell’impegno e del crederci nonostante tutto.

Il premier che al suo apparire aveva riscosso pure qualche fischio, fa poi il pieno degli applausi, quando con patos si scaglia contro l’Europa matrigna dell’austerity: “Una politica folle che riduce del 50% fondi destinati allo sviluppo: da 40 a 20 miliardi”. Il boy scout che per dieci giorni intrattenne nei giorni del terremoto, ormai quasi 20 anni fa, i ragazzini di Nocera Umbra ne ha fatta di strada! “I vecchi mi dicevano indicando il serpentone che avanzava a fatica verso le Marche: ‘hanno cominciato a lavorarci troppi anni fa, non ne vedremo certo la fine’. Invece oggi quella fine e che è poi l’inizio, lo celebriamo. E pensare che un po’ dubbioso ero anch’io, considerato che tutte le volte che dalla mia Toscana agli amici proponevo un itinerario alternativo: la costa marchigiana. Mi rispondevano: bello certo, ma c’è il Colfiorito come fosse una montagna insuperabile”. Poi il premier lascia il palco azzurro dalle suggestive bordature bianche (fiori d’arancio?) e si ritira come Achille sotto la retrostante tenda bianca illuminata da una lampadario di Murano anch’esso bianco. Foto, interviste, selfie (“ma, ragazzi, suvvia c’è da far presto ché mi aspettano”). Il lunghissimo corteo di auto blu e di scorta riparte rombando con il Gran Capo in coda verso le 14 in direzione di Gualdo Tadino. Un altro brindisi con l’azienda Rocchetta, dopo la calottina nera targata Arena a Tolentino nella mattinata che aveva fatto tardare l’arrivo sull’altopiano dell’Ospite di circa 35 minuti.

Una mattinata in piena salute per celebrare nozze ‘politiche’ eppure in stile manageriale. Al presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani sfugge freudianamente, oppure no, un significativo ‘miei clienti’ all’indirizzo dei presidenti di Umbria, Katiuscia Marini, e Marche, Luca Ceriscioli.Scene (affollate) e flashes d’ordinaria celebrazione che si consumano all’interno della galleria La Palude, a Colfiorito, comune di Foligno, Umbria. Il ‘matrimonio’ è avvenuto tra due ‘fidanzati’ storicamente scontrosi: sarà perché Perugia ha sempre guardato ad Ancona tralasciando il possibile flirt con Macerata. Tuttavia ora no, viste le distanze ridotte tanto che, ha sottolineato un pò a sorpresa Ceriscioli, con quei tempi risparmiati si può tentare una ricerca del tempo perduto e magari pure sposarsi. Sposarsi? L’idea è piaciuta a Matteo Renzi che l’ha fatta sua nel segno dell’opera umbro-marchigiana. “Non si dica essere stata all’italiana con quella sottolineatura sibillina, un po’ sprezzante sotto. Da adesso in avanti nel segno di questa impresa che sfrutta la tecnologia più avanzata a livello mondiale, si dovrà parlare di un nuovo rinascimento italiano”. In effetti di questa modernità, con la pavimentazione a calcestruzzo (utilizzata solo a Bolzano) che valorizza le luci a vapori di iodio, seppure la segnaletica orizzontale sia di tipo tradizionale, fa tesoro la galleria La Palude che procura in tutti gli astanti un incomprensibile stordimento a destra considerato che piega ‘silenziosamente’ con nuove tecniche, in quella direzione laddove è stato posto il palco della cerimonia. “Proprio da una palude, quella dell’Anas un anno fa, siamo usciti” dice Armani, abito blu a righe, mentre Delrio fa ‘sì’ con il capo e Renzi lo prende a modello volendo essere incorniciato anche lui, sul palco, dalla slide con tutte le magnifiche sorti e progressive della nuova statale 77”. Il giovane ‘Re’ trasmette entusiasmo seppure dica: “Certe volte mi raccomandano: ‘Matteo non devi dipingere tutto di rosa, qualcosa in Italia non va’. Quale risposta mi sono dato? Che l’Italia deve smettere di fustigarsi, perché ha smesso di arrivare in ritardo sulle infrastrutture come in questo caso (giù un riferimento alla Salerno - Reggio Calabria inaugurata l’altro giorno ndr) e presto saremo con le Grandi Bellezze paesaggistiche che Umbria e Marche offrono, la nuova viabilità, la banda larga, l’archeologia, il turismo un esempio per il mondo. Se penso a quel rapporto, un anno fa esatto che ‘condannava’m il Sud sul quale invece stavamo investendo. Ora il diagramma si sta invertendo. Allora dichiaro con ottimismo: il Paese farà la sua parte con passione, tecnica e lavoro: ce ne sarà tanto”.

Per il momento, da oggi ci sono tra i due ‘promessi sposi’ (Umbria e Marche) ci sono 50 km di nuove infrastrutture che con 18 gallerie e 30 viadotti superano i dislivelli appenninici e collegano in modo diretto e veloce le due regioni, sostituendo i tracciati esistenti delle statali 77 ‘Val di Chienti’ e 318 ‘di Valfabbrica’. L’investimento complessivo? 1,3 miliardi di euro. Il tratto Foligno - Pontelatrave, l’ultima tessera del puzzle, è lungo 35 km completando l’intero itinerario di 95 chilometri fino a Civitanova Marche. Per il momento ci sono cinque (insufficienti) svincoli: Foligno, Colfiorityo, Bavareto, Muccia sud e Muccia nord. Il nuovo tratto comprende 13 gallerie per 21 km, a doppia canna: una per ogni senso di marcia. Ci sono 13 viadotti per 2,2 km complessivi. I tratti all’aperto sono realizzati con dune di terra che abbattono l’inquinamento acustico: un buon escamotage, c’è da annotare, per evitare le costose barriere fonoassorbenti ed utilizzare la terra ricavata dallo scavo delle gallerie evitando l’oneroso conferimento in discarica. Il percorso Foligno-Pontelatrave consente di accorciare il percorso precedente di 10 km, ridurre l’anidride carbonica (20 tonnellate al dì) ed abbattere letteralmente i tempi di percorrenza. Dagli attuali 60 ai 20 minuti senza più l’incubo storico dei tir-lumaca lungo la pur fascinosa erta per Colfiorito.

Ugualmente risparmiosa la nuova statale di ‘Valfabbrica’ (direttrice Perugia-Ancona). La Quadrilatero, tenuta in vita con ‘zelo terapeutico’ dal dottor Pettinari presidente della Provincia di Macerata, ha anche qui realizzato con Anas un’importante infrastruttura: 15 km per un costo di 224 milioni di euro. In attesa della completa realizzazione della nuova statale, in vista del 2017 quando ci sarà da affrontare il nodo della Gola della Rossa, lungo il tratto inaugurato oggi ci sono 5 gallerie e 17 viadotti, tre svincoli con Pianello, Valfabbrica e Casacastalda. Il tratto Pianello-Schifanoia (enfatizzato da Armani nella suggestione del palazzo ferrarese ‘estivo’ degli Este) consente di passare dai 30 minuti attuali a 10. Ci sono 6,5 km in meno e pure 17 tonnellate di CO2 in meno, ogni giorno. Scorciatoie che forse sia qui sia in Valdichienti (oggi, lungo la vecchia statale, il cartello della via Francigena occhieggiava dietro la ‘freccia’ della cerimonia renziana) dovevano essere arcinote alla cavalcatura di san Francesco che le percorreva continuamente nei suoi attraversamenti nella terra di Marca. C’è da dire che il tratto aperto, in diretta video, a Valfabbrica era già stato completato il 21 maggio scorso, ma si è attesa la ‘grande boucle’ a La Palude per un’unica cerimonia. Un pacco scintillante di opere fatte ed altre da fare con pari velocità probabilmente per un matrimonio ancora più importante. Quello di cui tutto il jet set economico-finanziario mormora, tra Anas e Ferrovie. Il ‘corredo’ umbro-marchigiano attende peraltro un importante completamento: sin dal 2004 il riferimento è tutto per la superstrada dei Due Mari, la Fano Grosseto dove c’è la trave enorme costituita da quello che dovrebbe essere il sesto tunnel autostradale italiano con i suoi quasi 6 km di lunghezza. Parliamo della galleria della Quinza abbandonata per mancanza di fondi nel cuore del cantiere fermo e (dicono) diversamente utilizzata.

Di questo nella luccicante cerimonia paranuziale non si è parlato e nessuno dei testimoni del tempo ha avuto la possibilità di esternare dal palco i dubbi di una splendida ‘superstrada’ che taglia tempi ed anidride carbonica, modello di sicurezza secondo gli standard europei, ma che finora non garantisce abbastanza circa il suo destino di programmato ‘sollievo’ per la boccheggiante economica del luogo squassato dal terremoto. Anzi i programmi di ‘sollievo’ sono venuti progressivamente meno: c’era da andare avanti e basta con l’asfalto e le gallerie e i viadotti, è sembrato ad un certo punto. E il minisvincolo di Muccia, realizzato chiavi in mano all’ultimo secondo, è sembrato un miracolo questa mattina per il sindaco Mario Baroni, felice come avesse vinto al totocalcio. Del terremoto ha ricordato la presidente dell’Umbria, Marini: ha chiesto lo svincolo di Scopoli, ha fatto suo l’appello del sindaco folignate Nando Mismetti perché la ‘Principessa di Plestia’ (grande scoperta dell’Archeolog) ritorni sull’altopiano come attrattiva turistica così come gli straordinari, rivoluzionari reperti della Tomba del Carro’ (“nella vicina Croazia se trovassero un capitello durante i lavori per una strada ci farebbero un museo vicino e ricordiamo cosa ha significato per Riace i Bronzi” dice un autorevole collegandr). Katiuscia Marini, in conclusione, ha ringraziato Maria Rita Lorenzetti, governatrice della ricostruzione post sisma dal cui provvido ventre l’infrastruttura è stata generata. Erano i tempi anche di Vito D’Ambrosio, coevo presidente delle Marche e commissario governativo ad acta: nessuno lo ha citato.

Alla cerimonia de La Palude il presidente di Quadrilatero, Guido Perosino, il viceministro Riccardo Nencini e la vice presidente della Camera, l’umbra Marina Sereni e una schiera di convitati di pietra. A cominciare da Mario Baldassarri, ‘padre’ della nuova Valdichienti che ci ha seminato dopo una lunga rincorsa a testimonianza di un no-comment che pure gli brucia dentro. Con lui un altro artefice di questo grande miracolo all’italiana, l’ex ministro Pietro Lunardi, visto parlare con il celebre professor Sebastiano Pelizza, già ordinario in Costruzione delle Gallerie del Politecnico di Torino. Altri convitati di pietra? l’ex direttore generale Fabrizio Romozzi, Ermanno Pupo e l’ex presidente di Quadrilatero Gennaro Pieralisi. Nessuno ha parlato. Ma non Giuliano Bianchi, presidente della Camera di Commerico di Macerata, socio di ‘Quadrilatero’ al pari della Provincia: “Una quota da 250.000 euro –ci ha puntualizzato- In otto anni, credendo nel progetto del sen. Baldassarri, le imprese maceratesi hanno versato 9 milioni e mezzo di euro per la nuova Valdichienti. Abbiamo finanziato il progetto esecutivo per 350,000 euro e ci siamo impegnati, noi istituzioni del territorio, a supportare per il 40% quest’opera che scommette tanto, forse tutto sul nostro futuro”. Non lo dice, Bianchi, ma ha l’aria di uno che si sente un po’ scippato quando si siede volutamente all’ultimo posto dello spazio riservato alle autorità, subito prima del settore stampa. Lì viene raggiunto, in fascia tricolore da uno dei sindaci maceratesi: il treiese Franco Capponi.

La cerimonia è già conclusa quando la Tv di stato, presente in grande stile come le imponenti forze di sicurezza del premier che stringono attorno a lui un anello insuperabile, la prima gaffe lanciando la notizia da La Palude: “Inaugurata da Renzi la Foligno-Civitavecchia Marche”. Sic!

Intanto sul palco azzurro come la sua fascia di presidente, un inedito quadretto: Pettinari e il vicesindaco di Civitanova, ed ex presidente della Provincia, Giulio Silenzi, eterni amici/nemici si fanno i selfie. Alle loro spalle lo scenario mutante dei video Anas, ben fatti ed applauditi nella scelta di presentare i volti dei lavoratori e dei tecnici che hanno operato: Grazie Ragazzi! “Quest’opera appartiene a noi, ci abbiamo creduto e ci abbiamo messi i soldi pubblici: resteremo soci fino alla fine a marcare la territorialità, il brand e le nostre stesse speranze” dice Pettinari.

Intanto il paese di Colfiorito si è goduto il pienone: gente, auto, attenzione, ristoranti affollati, cucine allo stremo (Nunziatina Ricci de La Botteguccia dice: così è troppo). Nel dubbio del domani, però, un anziano coltivatore di patate rosse, farro, aglio e ceci ha piazzato nel punto cruciale del traffico il fornito autocarro: ma le auto blu sgassano, non si fermano. “Scusi, Ceriscioli, si farà dunque l’autogrill Marche a Taverne?” ‘Ma si ma si, che vuol che gli dica: perché no? Vedremo”. Di sicuro c’è che domani a Taverne ci saranno i concerti della ‘Little Tony Family Band’ nel ricordo del ‘ragazzo con il ciuffo’ che amava Serravalle e ad agosto il festival di Maurizio Serafini e Luciano Monceri. E’ tuttavia ‘roba’ celtica che con l’altopiano c’entra veramente poco, ma dai, va bene lo stesso.