A Roma si è tenuto l'incontro con i vertici nazionali del PD

Sabato 18 Maggio l'assemblea per le dimnissioni della Marini
Umbria

Sabato 18 Maggio l'Assemblea dovrà votare per accettare o respingere le dimissioni presentate da Catiuscia Marini in seguito all'indagine su concorsopoli, in cui la presidente è indagata.

A Roma si è tenuto l'incontro con i vertici nazionali del partito chiesto dal capogruppo in regione Chiacchieroni, sostenuto alcuni esponenti politici dell'Umbria, tra questi Attilio Solinas, Silvano Rometti, che hanno chiesto in più occasioni alla presidente di soprassedere ed affrontare il delicato momento legale, istituzionale e politico, mantenendo il suo ruolo nell'interesse della comunità umbra.

Inatteso il giudizio positivo sull'operato della Regione Umbria espresso dai vertici nazionali del Partito, ma il gruppo regionale ancora non è compatto e non ha trovato nei membri della direzione nazionale l'appoggio desiderato tale da spianare i dubbi affinché la presidente possa tornare ad esercitare la sua carica.

Gianfranco Chiacchieroni, capogruppo del Pd in Assemblea legislativa, ha riferito ai giornalisti dell'Ansa "Dovremo decidere noi, ora, su come procedere" ed ha spiegato la delicata situazione che si prospetta per la decisione che dovrà essere presa in aula il 18 Maggio.

"Abbiamo condiviso- sostiene Chiacchieroni - la preoccupazione per il momento, ma anche la possibilità di esprimere un voto favorevole sulla fiducia alla presidente. Ci prendiamo qualche ora per discutere ancora e fare una valutazione serena. Poi dovrà essere il Gruppo del Pd in Assemblea legislativa a dover decidere". Chiacchieroni ha tuttavia precisato , "In particolare il confronto con i vertici nazionali ha riguardato l'apporto che il Pd può dare per la soluzione della crisi. Non è stato invece fatto riferimento in maniera specifica alla presidente Catiuscia Marini".

Secondo fonti indiscrete del partito è emerso che "se il gruppo regionale, peraltro non compatto, pensava di trovare a Roma una sponda per continuare a governare l'Umbria, non l'ha trovata. L'alternativa politica è dunque quella di cercare un percorso il più possibile condiviso per non rinnegare le cose positive dell'esperienza amministrativa e allo stesso tempo chiudere questa pagina per portare la Regione al voto anticipato in autunno”. E quest'ultima sembra essere la probabile scelta.