Terza edizione di Cori nella Valle, la manifestazione indetta da Chorus di Marsciano

Il concerto è cominciato con la sinfonia delle cicale e si è chiuso col mormorio dei grilli. Su una piazza della Consolazione stracolma
Todi

TODI - Ieri pomeriggio, sabato 30, il concerto è cominciato con la sinfonia delle cicale e si è chiuso col mormorio dei grilli. Su una piazza della Consolazione, battuta da un sole da Alcatraz,  l’ombra della cupola bramantesca sembrava un  miraggio. Eppure il popolo della musica ha cominciato a sfilare al suono della marcia della banda di Marsciano, col maestro Diotallevi operoso alla gran cassa, per sostituire uno strumentista assente.

Dietro si erano inquadrati i complessi che hanno partecipato alla terza edizione di Cori nella Valle, la manifestazione annualmente indetta da Chorus di Marsciano.

A partire dal giovedì 28 la rassegna si era aperta a Marsciano, con il concerto dei Madrigalisti di Perugia, del polifonico Fontignano di Tuoro, di Terra Majura, formazione vocale  di Terni, dell’Angelini Bontempi di Brufa e della corale di Montegabbione. La sera seguente due le occasioni concomitanti. La prima a Fratta Todina, con il complesso folkloristico Le verdi colline teatine di Chieti, gli Amici delle montagne di Perugia, e il filarmonico di Pontefelcino. A Monte Castello Vibio, nello stesso orario serale erano in pedana i Cantori Umbri di Castelnuovo di Assisi, il santa Lucia di Cerqueto e il Terra  Majura di Terni.

Cerimonia conclusiva nello spazio della Consolazione di Todi, con una pedana esposta al sole, circostanza che non agevolava nessuno, col disagio di una batterie di sedie portate solo a concerto iniziato. Il che penalizzava coloro che volevano seguirli, tutti  ammucchiati sotto le rade ombre degli alberi.

Il festival  promosso dal Chorus marscianese era comunque nello spirito di quanto è perseguito dal gruppo polifonico nato nel 2003 da un progetto di integrazione scuola-famiglia voluto dalla dirigente scolastica Rita Coccia. Sviluppatosi nel contesto delle iniziative scolastiche il coro si è gradualmente trasformato in una piacevole realtà territoriale, partecipando su richiesta dall’amministrazione comunale a manifestazione musicali, culturali  ricreative. Nel 2008 è avvenuta la costituzione della associazione di promozione sociale Chorus, seriamente intenzionato a sostenere e rafforzare il patto educativo tra scuola e territorio, utilizzando il proprio volontariato al servizio della comunità del comprensorio marscianese. Polo di unificazione del gruppo è la sua maestra, il soprano Paola Stafficci che ha messo a disposizione  della scuola in cui lavora  le esperienze maturate in anni di attività vocale esercitata sul palcoscenico della grande musica lirica. Provetta Tosca, Santuzza, Suor Angelica, ma anche incisiva Norma, Paola Stafficci, oltre che preparare e dirigere la formazione, canta anche al suo interno, offrendo la sua voce  al dialogo con le fila del coro.

 Ne scaturisce la condizione che la spontaneità e la freschezza della formazione vocale trova poi riscontro, nella professionalità della Stafficci, in un valutabile incremento di qualità. Dopo la sfilata iniziale, mentre i suonatori si mettevano a sedere praticamente sul marciapiede, in pedana si sono affacciati alcuni dei cori che avevano partecipato alla serate precedenti. Il gruppo vocale del Club Alpino di Terni, ha offerto due melodie tradizionali della montagna. Seguito dal vivacissimo gruppo chietino, in sgargiante costume tradizionale, con tamburelli che davano elettricità ai piedi col trascinante ritmo di saltarello, la chitarra e l’organetto. Cantori di Castelnuovo con blues e gospell, poi l’esibizione  del Chorus con un medly del repertorio cantato sin dalla fondazione.
   Ecco quindi la Staffici dirigere e cantare le sgargianti tinte dei musicals (Aggiungi un posto a tavola) delle fiabe di Walt Disney (Mary Poppins) dei temi dei films come il Mission di Morricone, e di una struggente canzone di Mia Martini. Una esibizione partecipata e piena di entusiasmo che confermava la validità di un progetto musicale  utilizzato come chiave di lettura della vita e dei suoi rapporti.

Poi, mentre finalmente qualcuno scaricava da un camioncino le sedie richieste, subito accaparrate dagli spettatori affranti, il gran  finale con la banda marscianese schierata sotto il gesto di Antonio Diotallevi e i cori posti a raggiera per intonare l’Inno alla Gioia di Beethoven e il Va Pensiero di Verdi, viatico di ogni italianità.

Per accomiatarsi dal pubblico, dopo la consegna delle targhe ricordo e delle pergamene,  un ulteriore piroetta di repertorio con il complesso “I soliti ignoti”, deliziosa formazione swing perugina, con temi e ritmi d’annata.
         Stefano Ragni