Terni, lo scontro sulle nomine fa saltare il consiglio

I veti incrociati sui presidenti di commissione paralizzano la maggioranza
Terni

La prima volta di Francesco Ferranti da presidente del consiglio comunale si chiude con un nulla di fatto. La seduta che avrebbe dovuto portare all’elezione dei vertici delle commissioni consiliari è stata infatti rinviata per mancanza del numero legale. In aula era assente l’intera maggioranza. Oggi, venerdì, nuova seduta.

E prima dell’inizio ecco il documento firmato da tutti i gruppi di maggioranza: «Non parteciperemo alla seduta del consiglio comunale in quanto non ancora nelle condizioni di deliberare sull’ordine del giorno, nelle more del confronto di maggioranza sulla presidenza delle commissioni consiliari permanenti». Dunque non c’è accordo sui nomi, altre 24 ore per pensarci visto che il consiglio torna a riunirsi oggi, venerdì, anche perché così nel frattempo la maggioranza avrà modo di ragionare in merito alla questione della presunta incompatibilità, con una istruttoria che è stata ufficialmente aperta dalla segreteria comunale.

Attacca l’opposizione, con una nota firmata da Paolo Angeletti (TI), Luca Simonetti (M5S), Francesco Filipponi (Pd) e Alessandro Gentiletti (SC). «Il comportamento della maggioranza che prima ha disertato la conferenza dei presidenti di gruppo e poi l’aula facendo mancare il numero legale dimostra ancora una volta che per loro prima degli interessi della città vengono le poltrone. Sulle ragioni che hanno indotto i gruppi di maggioranza a questa scelta – proseguono le opposizioni – oltre a quelle da loro stessi dichiarate riguardanti le presidenze delle commissioni, assumono rilievo anche quelle relative alla verifica delle incompatibilità di alcuni consiglieri eletti, questione piuttosto delicata che si riferisce a debiti, maturati dai consiglieri stessi e non onorati, nei confronti del Comune in dissesto. Si tratta di una vicenda che chiederemo venga affrontata con la massima attenzione e trasparenza».