Agente di Polizia arbitro delle gare di calcio tra detenuti

Il Sappe denuncia l'ennesima “stranezza” nelle carceri dell'Umbria
Terni

Sembrano davvero senza fine le stranezze nelle carceri dell’Umbria, da tempo oggetto di eventi critici. L’ultima stranezza, in ordine di tempo, arriva dal carcere di Terni, dove sembra che la Direzione del carcere ha individuato un nuovo posto di servizio per il Personale di Polizia Penitenziaria: quello di “arbitro” negli incontri di calcio tra i detenuti sottoposti ad Alta Sicurezza.

Racconta Romina Raggi, Segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE di Terni: “Alcuni giorni orsono era circolata la notizia che un Assistente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria (non si sa bene se fosse o meno in servizio) era stato impiegato presso il campo sportivo in uso ai detenuti per arbitrare una partita tra i ristretti di due diverse sezioni detentive, nell’ambito di un torneo interno di calcio organizzato per i detenuti del Circuito Alta Sicurezza. Pensavamo non fosse possibile, ed invece questa mattina si è avuta invece l’amara conferma ed abbiamo potuto constatare con i nostri occhi quello che stava avvenendo: un Agente Scelto della Polizia Penitenziaria, in perfetta uniforme, era presente all’interno del campo sportivo dei detenuti AS 3 mentre era in corso l’ennesima partita del torneo e stava arbitrando l’incontro con tanto di fischietto al seguito. Niente contro il collega che sicuramente è stato “comandato”, quello di cui siamo certi che è ciò non può essere avvenuto “all’insaputa” dei vertici del carcere. Mi auguro che non si sia già predisposta una linea difensiva d’ufficio, magari puntando ancora una volta sulla volontarietà dell’iniziativa, così come avvenuto per l’ormai famoso “versamento di soldi”…”.

Fabrizio Bonino, Segretario nazionale per l’Umbria del SAPPE: “Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – umiliati da certe determinazioni, come quelle ultimamente assunte dalla Direzione di Terni, così come da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria. E, sul fatto specifico di Terni, ultimo in ordine di tempo, cos’altro si aspetta per mandare una ispezione ministeriale in carcere?”.

Ed un “appello ai vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinchè facciano luce su quel che da tempo accade nel carcere di Terni, sotto il profilo dell’organizzazione dei servizi e sulla sicurezza interna” arriva anche dal Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece.