Rogo Thyssenkrupp, l’ex manager Marco Pucci chiede la grazia al presidente della Repubblica Mattarella

Per il legale ha già pagato per “responsabilità non diretta”
Terni

Marco Pucci, ex amministratore delegato di Tk-Ast, condannato a sei anni e dieci mesi per il rogo alla ThyssenKrupp Ast di Torino del 2007, ha inviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere la grazia. Nella tragedia morirono sette operai, investiti dalle fiamme lungo la linea 5 nella notte tra il 15 e il 16 dicembre di dieci anni fa. Pucci è attualmente detenuto nel carcere di Terni, dove ha ottenuto la possibilità di svolgere un lavoro esterno con obbligo di rientro in cella alle 18.30. Già nell’ottobre scorso la Cassazione ha respinto il ricorso straordinario presentato da Pucci assieme all’ex amministratore delegato Harald Espenhahn e ad altri responsabili dello stabilimento, giudicandolo “inammissibile“. Nelle motivazioni della sentenza i supremi giudici per gli imputati stabilirono che la loro fu “una colpa imponente”  tanto “per la consapevolezza che gli imputati avevano maturato del tragico evento prima che poi ebbe a realizzarsi, sia per la pluralità e per la reiterazione delle condotte antidoverose riferite a ciascuno di essi che, sinergicamente, avevano confluito nel determinare all’interno” dello stabilimento di Torino “una situazione di attuale e latente pericolo per la vita e per la integrità fisica dei lavoratori”.
«Marco Pucci ha diritto all'oblio, che va di pari passo con il diritto al perdono per una responsabilità oggettiva e non diretta»: l'avvocato Massimo Proietti, legale dell'ex manager Thyssen commentando con l'Ansa la richiesta di grazia presentata dal suo assistito.
 «Siamo sempre stati convinti - ha detto ancora l'avvocato Proietti - che le responsabilità di quanto accaduto dovessero essere ricercate altrove".  Secondo il legale «al di là dell'assoluta gravità del fatto, Pucci non può essere simbolo di una crocifissione o di una gogna». «Ha già pagato pesantemente fino ad oggi - ha aggiunto - il suo ruolo di responsabile commerciale dell'area marketing. Ora ha diritto di intraprendere questo percorso nel silenzio ed in maniera serena, come la legge gli consente».