Terni, 10 indagati fra consiglieri e assessori

Tutto è partito da un esposto del consigliere Pd Vladimiro Orsini
Terni

Avvisi di garanzia a Terni per falso ideologico nei confronti di 9 consiglieri comunali e un assessore che avrebbero fornito dichiarazioni non veritiere al momento della convalida della loro elezioni, nascondendo morosità o altre cause di incompatibilità.
Il procedimento è stato avviato a seguito dell’esposto presentato dal consigliere Vladimiro Orsini (Pd).

La procura di Terni ha fatto partire l’indagine.

Alla base del procedimento la grana relativa ai consiglieri morosi.
   
Gli indagati sono Federico Brizi e Francesco Ferranti di Forza Italia, Maurizio Cecconelli di Fratelli d’Italia, Luca Simonetti del M5s, Michele Rossi della lista Terni Civica, Emanuele Fiorini, Giulia Silvani e Monia Santini della Lega, l’assessore Sonia Bertocco e Raffaello Federighi decaduto per via della Legge Severino.

La vicenda aveva già sollevato in Comune polemiche a non finire. A far partire le indagini un esposto in procura del consigliere comunale dem, Valdimiro Orsini.
Era stato un suo intervento a sollecitare la verifica delle dichiarazioni di incompatibilità dei neoeletti nell’ambito del primo consiglio comunale dell’era Latini.
Il segretario generale Giuseppe Aronica aveva aperto un’istruttoria che ha fatto emergere le 10 situazioni di ‘pendenza’ degli amministratori nei confronti del Comune per importi che vanno dalle poche decine di euro a cifre che superano i 18 mila euro nel caso specifico del consigliere Rossi (Terni Civica).

In tutta fretta, le persone risultate non in regola con le casse comunale si erano affrettate a sanare la propria posizione per evitare guai politici, ma questo non è bastato a evitare che i magistrati ternani indagassaro per falso.

Sono stati fatti arrivare gli avvisi di garanzia di conclusione delle indagini coordinate dal Pm Raffaele Iannella che potrebbero portare a clamorosi sviluppi di rilievo penale e politico.