Forza Italia perde i pezzi a Terni

Brizi e D’Acunzo escono dal gruppo consiliare
Terni

Forza Italia Terni è diventata un “caso nazionale”; infatti i vertici nazionali sono pronti a scendere in campo per capire cosa stia accadendo all’interno del partito azzurro ternano dopo le defezioni di due consiglieri comunali a distanza di pochi giorni.

Dalle tre segreterie comunale, provinciale e regionale di Forza Italia, è stato pubblicato il seguente comunicato congiunto riferito alla situazione di Terni: “La fuoriuscita del consigliere Brizi e della consigliera D’Acunzo dal gruppo – sottolineano – ci offre l’opportunità di una riflessione importante. Chi è entrato nell’aula consiliare con i voti dati alla lista di Forza Italia e cambia immotivatamente gruppo, ‘tradisce’ innanzitutto gli elettori del simbolo di cui si è stati eletti. Sebbene non vi sia vincolo di mandato, c’è un vincolo ben più importante: quello con il proprio ‘onore’ e la propria ‘coscienza’ che si è impegnata candidandosi in una lista a rispettare il patto con gli elettori. Ma certi presupposti e valori non esistono in chi, ovviamente a questo punto, ha voluto utilizzare Forza italia solo come mezzo per arrivare a ricoprire uno scranno che difficilmente sarebbe stato alla loro portata. Ad ogni modo, nonostante tutto, l’attività del gruppo e dei nostri assessori procederà in modo ancora più vitale ed efficace in quanto siamo interessati a non gettare al vento la grande opportunità e responsabilità affidataci dai cittadini ternani”.
“Detto ciò – conclude la nota – non intendiamo perdere altro tempo con chi, in modo del tutto immotivato e pretestuoso, ha attuato siffatti comportamenti ad appena consiliatura iniziata, definibili solo con una parola non certo elegante. Siamo altresì completamente disinteressati da giochini di potere o rincorse a incarichi di chi personalizza il ruolo di pubblico amministratore”.

Il primo a uscire il consigliere Federico Brizi che aveva lanciato gravi accuse a Forza Italia “partito ormai diventato funzionale alle aspettative di carriera di pochi”.

Poi è stata la volta di Valeria D’Acunzo che, con toni più pacati, ha raggiunto il collega nel Gruppo Misto del consiglio comunale: “In data odierna ho consegnato – dichiara la consigliere comunale Valeria D’Acunzo – le mie dimissioni dal gruppo di Forza Italia. La mia uscita è una scelta personale, avendo ricevuto nella giornata di martedì 2 ottobre, un ricorso al Tar da parte del dottor Federighi, rispetto alla sua decadenza da consigliere comunale.
Affinchè io possa tutelare nelle sedi opportune la mia persona e il ruolo affidatomi dai cittadini quantomeno fino al giorno del pronunciamento della sentenza definitiva, non intendo partecipare al gruppo del partito nel quale sono state eletta. Dalla data odierna aderirò al gruppo misto”.

La D’Acunzo è subentrata all’ex capogruppo Federighi per effetto dell’applicazione della legge Severino nei confronti di quest’ultimo, risultato incompatibile con la carica di consigliere. Il ricorso presentato da Federighi non è certo contro la collega subentrata, ma contro la decisione votata in consiglio sulla decadenza. Le motivazioni della D’Acunzo appaiono assai deboli e deve esserci dell’altro sotto questa ‘fuga’ di consiglieri che hanno lasciato ‘sola’ il capogruppo Lucia Dominici sugli scranni dell’emiciclo, nonostante i due assessori (Fatale e Bertocco) e presidente del consiglio comunale Ferranti.