Terni: Attenti all’aria. Non mozzica, ma nuoce gravemente alla salute

E’ doveroso mettere cartelli d’avviso come per i cani sui cancelli delle ville
Terni

Di AMAR - In tema di inquinamento atmosferico, se l’Italia piange, Terni non ride affatto. Anzi, il dossier MAL’ARIA, redatto per il 2018 da Legambiente, ci dice che siamo alla soglia dell’attentato alla salute pubblica. Le polveri sottili e i loro alleati hanno conquistato la città e i suoi dintorni, realizzando una condizione insostenibile. Fosse una novità, ci dovremmo immediatamente spaventare. Siccome invece lo stato di sofferenza è annoso, ciò che fa suonare l’allarme è la perpetua mancanza di adeguati provvedimenti di contrasto.

Non può dirsi tale l’aver tirato fuori dal cassetto l’inefficace e stantio provvedimento del traffico limitato al quale è stato aggiunto un giorno in più. Mentre Legambiente pone invece l’urgenza di “pianificare misure strutturali, capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinanti”. Il che significa, per Terni, intervenire anche contro l’inquinamento acustico: ne siamo pesantemente afflitti. E, si sa, i rumori molesti – provocati massimamente dalle attività umane e dai motori a scoppio - contribuiscono, non in misura marginale ad accrescere il malessere quotidiano. Le centraline di rilevamento delle PM10 (la peste moderna) e di quant’altro le accompagna, continuano a lanciare segnali esagitati e chi si è preso la briga di promuovere indagini (ad esempio, la Segreteria provinciale dei Medici e l’ARPA)) ha ribadito i motivi di apprensione per la pubblica salute.

Certifica MAL’ARIA che, durante l’anno scorso, abbiamo “sforato” 86 volte e ciò non ha infranto solamente i limiti massimi tollerabili, ma ci ha fatto stare in “apnea” polmonare dannosa quasi per tre mesi. Non ci aiuta di certo la conformazione orografica e la condizione meteo - climatica della “conca”; se però tale andicap viene usato come esimente, allora la colpa per l’ignavia amministrativa diventa palese. E si aggiunge alla mancanza di una strategia d’attacco delle criticità fondamentali.

Per quanto riguarda le capacità dell’Amministrazione locale, sembra d’essere caduti dalla padella che sfrigola nella brace che ustiona. A Palazzo Spada, all’interno della maggioranza (del cambiamento) che governa il Comune, regna un bel po’ di guazzabuglio. Per riportare ordine e disciplina e mettere in riga gli attaccabrighe in casa della Lega, è arrivata una sorta di “commissaria ad acta”, inviata dal “cremlino verde” e il Sindaco è entrato in comprensibile fibrillazione. L’ameno commento di uno di loro è stato: “Così facendo, Salvini ha ribadito il suo interesse per Terni.” A molti ternani invece, la decisione di papa Matteo finto è sembrata simile a quella del Papa vero Innocenzo VI che, da Avignone, inviò a Roma il Cardinale di poca croce e tanta spada Egidio Albornoz onde fare barba e capelli agli insubordinati signorotti che spadroneggiavano nei territori della Chiesa. Comprese Terni e l’Umbria.

Parlami d’amore Mariù! Macché, nei rapporti con i grillini si parla d’altro. La riunione di Giunta, tenutasi qualche giorno fa, un collega giornalista l’ha sintetizzata in tal maniera: “Quasi quattro ore di litigate furiose su tutto”. Dunque, un modo manchevole di governare la comunità, lasciando i tanti malanni dai quali siamo afflitti nell’archivio del dimenticatoio. Come appunto – torno e concludo, al tema in oggetto – l’inquinamento atmosferico: di questo passo, finirà (se già non lo è) per diventare una calamità (in)naturale. Al punto che sarebbe giusto e onesto, verso i forestieri (lo riscrivo per celia), esporre agli ingressi della città, cartelli con sopra – al pari dei cani sui cancelli delle ville – “Attenti all’aria. Non mozzica, però nuoce gravemente alla salute.”