L'autopsia sul medico chiarirà le cause della morte

Il magistrato ha disposto l'esame autoptico sulla salma di Nicola Bartolini
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Terni

Oggi, giovedì 15 novembre, verrà eseguita l'autopsia sul corpo di Nicola Bartolini, il medico ospedaliero di 64 anni trovato morto lunedì scorso nella sua abitazione di Arrone. Il sostituto procuratore della Repubblica, Camilla Coraggio, ha disposto di far eseguire l'esame necroscopico, per quello che in un primo momento sembrava un caso destinato ad essere archiviato in fretta come suicidio.
L'incarico è stato affidato al medico legale Lancia. Con ogni probabilità già domani la salma, che ora si trova all'obitorio, sarà messa a disposizione dei familiari per le esequie attese per la giornata di sabato.
Ad eseguire il sopralluogo nell'abitazione del professionista sono stati i carabinieri. Dai primi rilievi non sarebbero emersi elementi riconducibili a una morte violenta, ma con l'autopsia si vuole fugare ogni dubbio residuo sulle cause del decesso.
Gli inquirenti sembrano particolarmente interessati al background che ha preceduto lo sparo con il colpo di fucile da caccia dell'uomo che peraltro non avrebbe lasciato lettere per spiegare il suo gesto disperato.
In questa prospettiva la procura sta cercando di ricostruire le ore e i giorni immediatamente precedenti il tragico evento.
Come riporta Il Corriere dell'Umbria pare che il medico stesse vivendo un momento particolarmente difficile al lavoro. Si parla di frequenti dissapori e un carico di stress che di giorno in giorno si faceva più insopportabile. Il dottor Bartolini, ormai prossimo alla pensione, lavorava da anni come neuroradiologo all'ospedale di Terni. Un medico molto apprezzato e stimato anche dai pazienti che gli riconoscevano un'umanità e una disponibilità fuori dal comune. Ma Nicolì, come lo chiamava chi lo conosceva bene, era ben voluto anche fuori dall'ambiente di lavoro e nel tempo libero si ritrovava con i vecchi amici di Arrone, con molti dei quali condivideva da anni la passione per la caccia. Giorni fa si era sentito male in reparto tanto che si era temuto un attacco cardiaco, ma dopo gli esami di routine non era emerso un quadro clinico preoccupante e così era tornato a casa. Ora i familiari vogliono vederci chiaro, così come il magistrato che ha disposto gli ulteriori accertamenti medico-legali.