Mamme a rischio di contagio in Pediatria

Le puerpere per allattare passano vicino ai bimbi più grandi
Terni

«Il rischio contagio all'ospedale "Santa Maria" di Terni, al reparto Pediatria, ubicato al primo piano, adesso è davvero grosso, reale».
Come riporta il Messaggero il problema è che il reparto di Terapia intensiva neonatale è all'interno della Pediatria, che a tutti gli effetti è un reparto di malattie infettive. Insomma, insieme ai bambini ricoverati magari solo influenzati, o con patologia più importanti come polmoniti, virus ed altro, ci sono anche i neonati e le balie, le mamme nutrici. A lanciare l'allarme sono proprio le puerpere che hanno i propri bambini in terapia intensiva, alcuni solo nelle incubatrici magari per gravi prematurità quindi molto fragili che sono a dir poco preoccupate da una situazione che ormai persiste da troppo tempo.

«In verità noi siamo chiamate ad andare ad allattare i nostri figli sei volte al giorno e quindi transitiamo ben 12 volte, andata e ritorno, nel lungo corridoio del reparto racconta una giovane mamma e crediamo che questo sia pericoloso in quanto è facile contrarre un'infezione e poi trasmetterla ai bambini. Noi ci siamo lamentate ma nessuno sembra ascoltarci. E' vero che sono anni che la situazione va avanti così anche se ci dicono che presto il reparto salirà al terzo piano».

C'è già chi, però, all'interno dell'ospedale, avanza dei dubbi anche sulla nuova sistemazione, dubbi tutti da verificare: «Nella nuova struttura, quella del terzo piano, sia il reparto pediatria che quello intensivo neonatale starebbero ancora uno all'interno dell'altro e quindi la nuova struttura logi, sticamente ricalchi esattamente quella attuale». I medici del reparto avrebbero anche scritto alla direzione sanitaria denunciando la situazione di pericolo ma la risposta sarebbe stata picche. Insomma, secondo la direzione tutto andrebbe bene così. Impossibile ottenere altre informazioni, Il facente funzione primario della struttura di Pediatria 13 posti letto e terapia intensiva neonatale, è la dottoressa Federica Celi che, però, ha preferito non rispondere al telefono.