Terni, ben cinquemila poveri assistiti dalla Caritas

Si tratta per lo più di ternani quelli che frequentano la mensa
Terni

Un esercito di poveri si affolla alle porte della Caritas, sono ben 5000 e c’è un’altra parte dei ternani per vergogna od orgoglio neppure ci si accosta cercando di sbarcare il lunario con l’aiuto di parenti ed amici.

Numeri impressionanti che con il ricordo ci fanno pensare ad altri tempi e la domanda spontanea che sorge è cosa sta facendo il servizio assistenziale e sociale del comune a fronte di una simile emergenza.

Per almeno un decennio ci hanno raccontato che eravamo fuori dal tunnel ora le cifre fornite dalla Caritas locale ci fanno aprire gli occhi su una reraltà devastante per chi, svegliandosi la mattina, non sa se riuscirà a fare un pasto decente durante il giorno. E non stiamo parlando di extracomunitari, che sono solo il 5% degli assistiti, ma di ternani.

Il vescovo Giuseppe Piemontese, il direttore della Caritas, Ideale Piantoni e quello dell'associazione San Martino, Francesco Venturini, hanno illustrato il bilancio dell'attività dello scorso anno.

E si scopre un realtà devastante: “perdura una crisi profonda con l'emergere di nuove povertà anche a seguito del disgregarsi di legami familiari, della crisi economica e occupazionale con la difficoltà crescente per giovani e adulti ad avere un'occupazione che garantisca una vita”.

La carità per la Chiesa - sottolinea il vescovo - è parte della sua missione che si esprime nella quotidianità e nel servizio. Questa opera è molto più gravosa e difficile perché oggi è un'opera di supplenza all'azione dello Stato che viene meno in tanti settori. La Caritas fa tutto ciò che può ma non abbiamo risorse e mezzi infiniti, le nostre risorse sono la carità della gente, l'attenzione di alcune istituzioni e il contributo dell' 8 per mille della Caritas nazionale“.

Vediamo le cifre: 26mila pasti distribuiti alla mensa San Valentino (mille in meno del 2017, vi-sto il minor numero di immigra-ti); 254 famiglie seguite dall'Em-porio della solidarietà (364 minori, di cui 20 disabili, e 632 adulti, di cui 85 disabili); raccolte 14 tonnellate di prodotti e distribuiti 13.386 capi di vestiario. Accolti circa trecento immigrati, tra rifugiati politici; corridoi umanitari.