Ispezione all’Ast e alla discarica

I sindacati spingono per il contratto integrativo e per la prima volta il sito di viale Brin apre le parte ad un sopralluogo della Regione
Terni

 Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fismic, Ugl e Usb, insieme alla rsu del sito, hanno ribadito nell’incontro con la direzione aziendale dell’acciaieria di Terni, che c'è la necessita del rinnovo del contratto di secondo livello in Ast e che dovrà contenere, sia per la parte normativa che per quella salariale, “elementi da applicare in tutto il sito, per dare risposte alle attese dei lavoratori e per ‘risarcire’ in maniera coerente i tanti sacrifici fatti in questi anni”.
Dunque si richiedono “Aumenti salariali, miglioramento delle condizioni di lavoro, ambiente e sicurezza, formazione, sviluppi professionali, estensione dei diritti collettivi e individuali sono le questioni – spiegano i sindacati di categoria in una nota congiunta – che principalmente abbiamo presentato nella nostra piattaforma rivendicativa. Ad oggi dopo la sessione in plenaria, come organizzazioni sindacali e rsu siamo costretti ad esprimere un giudizio che non è positivo, perché quanto esposto dall’ azienda non va nella direzione da noi auspicata”.

 Da questa sera sono in programma assemblee in fabbrica “per approfondire insieme ai lavoratori i temi fino ad oggi discussi, sia inerenti alla contrattazione di secondo livello sia al piano industriale, che – ribadiscono in conclusione i sindacati – dovrà essere di consolidamento e sviluppo e non di ridimensionamento come l’ azienda ha intenzione di fare”.

E’ stata anche la giornata dell’ispezione della seconda commissione della Regione all’interno dello stabilimento. Su richiesta del Movimento 5 Stelle la visita è stata dettata dalla volontà di capire qual è la situazione a livello ambientale.

Il tour è partito  dal  parco scorie, la zona dello stabilimento chiamata ‘Acciaieria’, dove sono presenti i due forni elettrici e il reparto di laminazione a freddo PIX1, dove si trova il pozzo chiuso per una contaminazione in falda e riaperto dopo 15 giorni dopo un ulteriore esame che lo ha rilevato conforme rispetto ai limiti previsti. Presenti  il presidente della commissione Eros Brega, Emanuele Fiorini, Gianfranco Chiacchieroni, Andrea Liberati e Claudio Ricci, l’assessore all’Ambiente Fernanda Cecchini e il consigliere regionale di M5s, Maria Grazia Carbonari, oltre ai tecnici di stabilimento e il direttore di stabilimento Massimo Calderini.

I commissari si sono soffermati a lungo nelle due aree del “parco scorie” dove vengono conferiti gli scarti della lavorazione, approfondendo le questioni dell'impermeabilizzazione, della capacità residua del sito e dell’ipotesi di un suo ampliamento, del possibile riutilizzo delle scorie di fusione, delle infiltrazioni nella sottostante galleria stradale e del nesso con l’attigua discarica comunale. Anche nella zona della lavorazione a freddo si sono intrattenuti lungamente con i dirigenti dell’AST in relazione alle contaminazioni da cromo dei pozzi sottostanti, registrate nel corso del 2018. 

«Questo sopralluogo – ha spiegato il presidente Brega al termine dell’incontro – rientra nella doverosa azione di controllo della Commissione. Il confronto tra AST e assemblea legislativa continuerà nei prossimi giorni all’interno della Seconda commissione, che inviterà i dirigenti dello stabilimento per completare gli approfondimenti». Per Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, consiglieri regionali del M5S, quello di ieri è stato «un passaggio necessariamente interlocutorio, considerando che ci sono voluti 50 anni per questo gesto, una visita ispettiva e conoscitiva della Regione nelle aree più a rischio, tra discariche e stabilimenti».