Ast, il piano industriale prevede tagli e riduzioni

Un centinaio di lavoratori da mandare a casa e meno acciaio da fondere
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Terni

L’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli ha presentato un piano biennale ai rappresentanti sindacali nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb e ai delegati della Rsu nel corso dell'incontro che si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 15 novembre in un noto albergo di via Veneto a Roma.
     Il piano è stato definito di "mantenimento", in verità si è in presenza di tagli e di riduzioni importanti.
Gli occupati scenderanno a 2.300, un centinaio in meno rispetto ad oggi, mentre l’acciaio fuso passerà a 940 mila tonnellate, circa 100 mila tonnellate in meno rispetto all'ultimo anno.
Le linee guida illustrate da Burelli sono state occupazione, volumi produttivi e piano investimenti. I sindacati in una nota unitaria sostengono che per il prossimo biennio è prevista “una sostanziale riduzione legata principalmente al contesto difficile di mercato europeo e mondiale”. Le sigle registrano “rispetto alle dichiarazioni aziendali di una ritrovata strategicità delle linee guida indicazioni non coerenti all’annuncio fatto” e inoltre denunciano che nel piano dell'Ast non c’è “un piano di sviluppo e rilancio delle ex società controllate, ma più in generale manca un progetto preciso sugli aspetti produttivi e di mercato dei prodotti inox”. Il sindacato non è tenero. “Per queste ragioni riteniamo questo primo incontro non soddisfacente e interlocutorio, pertanto auspichiamo che nella data già programmata del 30 novembre ci sia un conseguente e coerente cambio di passo verso un progetto industriale sostenibile”.
Nell’incontro romano non è stato possibile approfondire i dati consuntivi di bilancio dell’anno fiscale ottobre 2017-settembre 2018 causa il “periodo di silenzio” che durerà fino al 21 novembre. Per il 6 dicembre, invece, è stato concordato un vertice in sede locale per l’avvio della discussione della piattaforma di secondo livello che dia risposte ai lavoratori. Le organizzazioni sindacali e la Rsu programmeranno nei prossimi giorni assemblee con i lavoratori per discutere le proposte presentate dall’amministratore delegato. 
Nella giornata di giovedì è stato votato all’unanimità l’atto di indirizzo sulla siderurgia promosso da Orlando Masselli capogruppo Fd’I che impegna l’amministrazione a chiedere al Governo la definizione di una nuova strategia nazionale sull’acciaio che abbia forza per essere considerata sui tavoli dell’Unione Europea.
    Una rinnovata azione politica verso la multinazionale per delineare i vari scenari possibili, sia nell’ipotesi della cessione del sito, con tutte le garanzie del caso, sia nell’ipotesi del suo mantenimento a Terni. Con l’atto si chiede anche la convocazione di un tavolo allargato alla partecipazione delle diverse istituzioni, delle organizzazioni sindacali e datoriali, dove sviluppare i temi della siderurgia riaffermando la strategicità dello stabilimento di Terni quale sito di eccellenza nel panorama produttivo nazionale, per riconsegnare ad esso un ruolo non più subalterno ma centrale nelle dinamiche virtuose della siderurgia anche a livello globale.