Le ultime lettere del generale Conti

L'alto ufficiale prima di suicidarsi ha lasciato delle missive
Sulmona

di Gervaso Santocchi - Ha scosso tutto il mondo politico la tragica morte del generale della Forestale Guido Conti, 58enne originario di Sulmona, da poco passato con un ruolo di dirigente all'azienda energetica Total.
Si è ucciso con un colpo alla tempia destra esploso con una pistola calibro 9 a poca distanza dall'auto con cui era arrivato alle pendici del monte Morrone. E' stato il primo esame medico a confermare che l'ex ufficiale si è suicidat. Ulteriori conferme sono giunte dai tanti particolari raccolti dagli investigatori, i carabinieri dell'Aquila, sia sul luogo della tragedia, che dalle testimonianze rese da familiari e amici.

Ma a rendere ancora più tragica la fine dell'ufficiale è una delle lettere lasciate ai familiari, nella quale Conti racconta di non aver mai superato il dolore e il senso di angoscia per le vittime della tragedia di Rigopiano. Nella lettera, indirizzata "alla mia famiglia" e il cui contenuto è stato anticipato dall'AdnKronos, Guido Conti scrive tra l'altro: "Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma".
Conti entra poi nel merito, specificando: "Non per l'albergo, di cui non so nulla, ma per l'edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime. Ma ciò non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: Potevo fare di più?". Conti conclude la lettera con espressioni di grandissimo affetto per la famiglia.

Guido Conti era andato in pensione dal corpo forestale ed era andato a lavorare in Basilicata per la Total, multinazionale del petrolio che ha un impianto in Val d'Agri. A quanto si è appreso, Conti si è licenziato nei giorni scorsi e l'altra mattina è uscito verso le 9,30 dalla sua casa di via Battisti, a Sulmona, dicendo alla moglie che sarebbe rientrato a pranzo. Salito sulla Smart utilizzata dalle figlie, si è fermato in una tabaccheria in via De Nino, dove ha acquistato tre fogli e buste da lettera e un francobollo, per poi risalire in macchina e fermarsi in qualche luogo dove ha scritto i suoi ultimi messaggi. Al momento sono state trovate due lettere: una indirizzata alla famiglia e una alla sorella. Mancherebbe la terza lettera, quasi certamente affrancata e spedita a un destinatario al momento sconosciuto.

Conti poi è risalito in auto, dirigendosi sulla strada verso il Morrone. Una scelta anche questa non casuale. Da sempre il generale amava fare lunghe passeggiate lungo la provinciale che da Sulmona sale verso Pacentro, chiusa da due anni e mezzo, in seguito a una frana del marzo 2015. Percorsi cinque tornanti, Conti ha parcheggiato l'auto in una piazzola che costeggia la provinciale è sceso e si è ucciso con la sua pistola.
Il caso ha voluto che a trovarlo siano stati due forestali, che avevano lavorato con lui a Sulmona. Subito è scattato il protocollo previsto in questi casi: l'area è stata circoscritta e sul posto sono intervenuti i carabinieri e poco dopo il sostituto procuratore Aura Scarsella. I rilievi sono continuati fino all'alba di venerdì mattina. L'auto è stata posta sotto sequestro, così come la pistola e le lettere indirizzate ai familiari.
Un anno fa, sul suo profilo Facebook, Conti aveva pubblicato una lettera aperta indirizzata all'ex premier Matteo Renzi, in cui il generale difendeva il Corpo forestale contro l'accorpamento nell'Arma deciso dal governo. Un intervento contro "lo scioglimento di una istituzione benemerita bisecolare e carica solo di dignità, abnegazione ed efficienza, rispetto al quale - scriveva - mio Padre (pure lui un forestale, ndr) è morto due volte. E insieme a lui decine di migliaia di uomini che nella nostra Missione, perché tale è lo spirito che ci anima, hanno creduto e credono. E questo non posso permetterlo. Senza battermi fino in fondo".

La compagnia petrolifera aveva scelto per dirigente ad hoc proprio l’ex generale di brigata dei carabinieri-forestali, comandante regionale dimissionario dell’ex Corpo forestale dello Stato dell’Umbria.
La notizia di un contratto con una non meglio definita multinazionale si era diffusa nelle settimane scorse a Perugia, dove Conti, impegnato anche in diverse attività di polizia giudiziaria, aveva salutato i giornalisti anticipando la decisione di svestire l’uniforme.
L’ex comandante regionale delle “giubbe verdi” umbre, abruzzesi, molisane e laziali, avrebbe dovuto prendere servizio dopo 2 settimane, vale a dire in questo mese di novembre, dopo aver completato il passaggio di consegne.
Dieci anni fa Conti era stato insignito anche del titolo di commendatore della Repubblica per meriti speciali, dopo essersi distinto per una serie di indagini in tema ambientale, come quelle sulla discarica più grande d’Europa a Bussi, in provincia di Pescara, sui traffici di rifiuti in numerose regioni italiane, la contaminazione di alcuni fiumi abruzzesi, e l’inquinamento radio provocato dal proliferare di antenne in Centro Italia.

Nell’ultimo periodo i suoi carabinieri forestali si erano occupati, tra l’altro, della gestione del ciclo dei rifiuti nella città di Perugia, denunciando i gestori per traffico di rifiuti, e di una maxi-truffa ai danni delle acciaierie ThyssenKrupp, a cui per anni sarebbe stato spacciata materia prima di scarsa qualità.

Conti è autore di numerose pubblicazioni sull’ambiente, ed è stato anche il primo ufficiale del Corpo forestale premiato da Legambiente col riconoscimento “Ambiente e legalità”.