Il vescovo di Spoleto apre le porte ai migranti

Durante l'omelia in duomo ha annunciato che la diocesi accoglierà prossimamente nelle sue strutture alcune famiglie di profughi
Spoleto

Un segno autentico e concreto di carità cristiana arriva da Spoleto, dove il vescovo Renato Boccardo ha annunciato che la diocesi accoglierà prossimamente nelle sue strutture alcune famiglie di profughi provenienti dai corridoi umanitari aperti dal nord-Africa e forse anche dalla Siria.
 Nell’omelia in Duomo il presule, davanti al sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis, al presidente del consiglio comunale Sandro Cretoni e all’assessore ai lavori pubblici Angelo Loretoni, si è rivolto ai fedeli con queste parole «anche la nostra diocesi, come tante altre in Italia, accoglierà prossimamente nelle sue strutture alcune famiglie di profughi provenienti dai corridoi umanitari aperti dal nord-Africa e forse anche dalla Siria. È purtroppo solo un piccolo gesto, che acuisce il senso di frustrazione per non poter aiutare tutti, ma che intende contribuire a mantenere vivi anche qui da noi l’interesse e la sensibilità verso una tragedia che non è né piccola né trascurabile. Sappiamo bene, infatti, che salvare un uomo è salvare il mondo. Per questo mi permetto di rivolgere un appello rispettoso e cordiale alle Istituzioni civili del nostro territorio affinché considerino a loro volta la possibilità di realizzare un segno altrettanto concreto di accoglienza e responsabilità, dando vita ad una catena di aiuto e di amicizia che non conosca barriere di lingua, cultura, razza e religione. È vero che il nostro è un territorio provato forse più di altri dalla crisi economica e poi dal terremoto; ma è anche vero che «non c’è nessuno così ricco che non abbia bisogno di ricevere e nessuno così povero che non abbia qualcosa da dare» (don Oreste Benzi). Se non è possibile ignorare le croci che pesano sulle nostre spalle nel quotidiano cammino dell’esistenza, non è lecito trascurare il dovere di servizio, spesso faticoso, che ci lega ai fratelli, specialmente ai poveri, ai sofferenti, agli emarginati».