Marcoré al Festival Villa Solomei

Presentato il programma della ventesima edizione che si tiene dal 29 giugno al 1 luglio
Solomeo

Al via la ventesima edizione del Festival Villa Solomei. 
Questa mattina nella sala dell’Accademia Neoumanistica la presidentessa del Coro Canticum Novum Federica Cucinelli e il direttore artistico Fabio Ciofini hanno presentato il programma che si svolge in tre giornate e in cui sarà ospite un paese straniero dalle forti connotazioni musicali.

Il paese ospite dell’edizione 2018 sarà il Giappone che con i suoi inconfondibili colori e melodie animerà la giornata di sabato 30 giugno.

Cinque i concerti in programma ogni giorno, dalle 17 alle 21,15 – orario di inizio del concerto serale SOTTO LE STELLE - che vedrà ospite il venerdì 29 giugno e l’Orchestra da Camera di Perugia accompagnata dalla Corale M. Alboni di Città di Castello , dal Coro Polifonico Città di Tolentino, dal Coro Canticum Novum di Solomeo e diretta dal M° Fabio Ciofini.

Le presentazioni musicologiche dei concerti saranno a cura di Silvia Paparelli.

 

I CONCERTI, COME SEMPRE, SARANNO AD INGRESSO GRATUITO.

Questo l’intero programma:

 

Giovedì 21 giugno

Festa della Musica

ore 17.00 - Chiesa di San Bartolomeo

L’organo ritrovato

Maria Perucki - violino

Roman Perucki - organo

 

ore 18.30 - Teatro Cucinelli

Concerto in Teatro

Orchestra da Camera dell’ARTeM

Andrea Cortesi – violino

Giya Kancheli - LETTERS TO FRIENDS - per Violino e Orchestra d’Archi

Prima italiana

 

Con ‘Letters to Friends’ ll compositore georgiano Giya Kancheli ripercorre il suo affascinante repertorio per il Cinema e il Teatro con un ciclo di 25 brani. 

Dopo essere nati per raccontare delle storie, sia dietro la macchina da presa che su un palco teatrale, in questa nuova cornice questi brani brevi sono stati pensati dall’autore come ‘lettere’ da recapitare agli amici più importanti della sua vita: 25 ‘scene madri’ piene di nostalgia, forza drammatica e romanticismo.

Questi temi sono stati ispirati da testi di Shakespeare, Brecht, Beckett, e provengono anche da colonne sonore dei film del Cinema sovietico dagli anni ’60 in poi.

Siamo di fronte allo stesso tempo ad un viaggio nella storia della musica georgiana e sovietica e ad un libro di memorie, quindi ad un’eredità musicale personale che riassume un’identità culturale collettiva.

Letters è un capitolo importante della collaborazione tra Giya Kancheli e il violinista Andrea Cortesi.

Dopo la prima mondiale da lui realizzata nel Maggio 2017 a Tbilisi (Georgia) su invito dell’autore, Andrea Cortesi e l’Orchestra da Camera ARTeM eseguiranno ‘Letters To Friends’ dal vivo per la prima volta per il pubblico italiano il 21 Giugno, alle 18.00 al Teatro Cucinelli.

Nel 2019 verrà pubblicato un CD con la prima registrazione mondiale di Letters, che si è svolta a Tbilisi, con Andrea Cortesi e i Georgian Strings.

 

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Venerdì 29 giugno

ore 17.00 - Chiesa di San Bartolomeo

L’organo ritrovato

Gustavo Delgado - organo

 

dalle ore 17.30 - Per le vie del borgo

Cantastorie

Decostruttori postmodernisti

 

ore 18.00 - Teatro Cucinelli

Concerto aperitivo

Davide De Ascaniis - violino

Daniele Rinaldo - pianoforte

 

ore 19.30 - Piazza del castello

Musica per le vie del borgo

Cherries on a swing set

 

ore 21.15 - Anfiteatro

Concerto sotto le stelle

COME UNA SPECIE DI SORRISO

Omaggio a Fabrizio De Andrè

Neri Marcorè

con

GnuQuartet

Orchestra Sinfonica ARTeM

Carlo Moreno Volpini - direttore

 

 

Un poliedrico artista, apprezzato come attore di cinema, teatro e televisione,  un quartetto dal singolare organico strumentale (violoncello, violino, flauto, viola) e una grande orchestra sinfonica, omaggiano uno dei più grandi poeti del cantautorato italiano partendo dal verso di una delle sue canzoni più famose, “Il pescatore”.  

In Come una specie di sorriso c’è il Fabrizio De Andrè, anche quello meno conosciuto, che Neri Marcorè, qui nelle vesti di cantante e chitarrista, più ama. Il De Andrè che tutti amano. Un repertorio, impreziosito dagli arrangiamenti sofisticati di Stefano Cabrera (GnuQuartet), che trascinerà il pubblico in un emozionante  viaggio musicale attraverso i versi immortali del grande Faber. 

 

GNUQUARTET

Francesca Rapetti flauto  Roberto Izzo violino  

Raffaele Rebaudengo viola  Stefano Cabrera violoncello

Flavia Barbacetto, Angelica Dettori, voci

STEFANO CABRERA, arrangiamenti e orchestrazione

Simone Talone percussioni            

Domenico Mariorenzi chitarra    

 

ORCHESTRA  SINFONICA    ARTeM

L’Accademia Reatina Teatro e Musica, A.R.T. e M. nasce dalla volontà e dall’entusiasmo di alcuni musicisti professionisti di origine reatina conosciuti e apprezzati nell’ampio panorama della musica italiana e si propone, attraverso la creazione

di eventi musicali di alto livello artistico, di diffondere e promuovere la musica attraverso un sapiente progetto di coinvolgimento. L’Orchestra Sinfonica A. R. T. e M. rappresenta il principale e il più prestigioso strumento operativo dell’Associazione e si avvale della preziosa presenza di affermati strumentisti attivi nelle maggiori orchestre sinfoniche e fondazioni liriche italiane ed europee.  Le prime parti, tutti musicisti di chiara fama, vantano curricula assai importanti e ricchi di esperienze nazionali e internazionali direttori e solisti di fama internazionale tra cui Riccardo Muti, Lorin Maazel, Simonide Braconi, Anna Maria Chiuri, Massimo De Bernart,Patrick De Ritis,Maxence Larrieu, Francesco Manara, Federico Mondelci, Luisa Prandina, Cristiano Rossi, Giuseppe Sabbatini, Nicola H. Samale. Annovera, inoltre, partecipazioni a eventi e a registrazioni trasmesse da Rai, Mediaset, Rai International, Radio Vaticana e a colonne sonore.

 

Direttore d’Orchestra:  Carlo Moreno Volpini

Produzione:  Mauro Diazzi

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Sabato 30 giugno

GIAPPONE: TERRA D’INCANTI

ore 17.00 - Chiesa di San Bartolomeo

L’organo ritrovato

Miho Hasegawa - organo

 

dalle ore 17.30 - Per le vie del borgo

Cantastorie

Oedo Sukeroku Taiko

Percussioni Tokyo

 

ore 18.00 - Teatro Cucinelli

Concerto aperitivo

ROKYOKU

Teatro cantato tradizionale giapponese

Haruno Keiko - attrice, cantante

Ippūtei Hazuki - shamisen

Proiezioni simultanea e traduzione

a cura di Stefano Romagnoli

(Dipartimento di Studi Orientali dell’Università

“La Sapienza” di Roma)

 

ore 19.30 - Piazza del castello

Musica per le vie del borgo

Kikuchi Kozan - shakuhachi

Okado Tomoko - koto, shakuhachi, kokyu

Hanayagi Michikaoru - danza

 

ore 21.15 - Anfiteatro

Concerto sotto le stelle

Sakura-Komachi

Musica classica giapponese

 

 

Domenica 1 luglio

ore 11.00 - Chiesa di San Bartolomeo

Messa degli artisti

Coro di voci bianche Octava Aurea

Mario Cecchetti - direttore

 

ore 17.00 - Chiesa di San Bartolomeo

L’organo ritrovato

Dietrich Oberdörfer - organo

 

dalle ore 17.30 - Per le vie del borgo

Cantastorie

Stefano Maiorana - liuto e chitarra barocca

 

ore 18.00 - Teatro Cucinelli

Concerto aperitivo

Dalia Lazar - pianoforte

 

ore 19.30 - Piazza del castello

Musica per le vie del borgo

Odicòn Vocal Quartet

 

ore 21.15 - Anfiteatro

Concerto sotto le stelle

DAN FORREST: REQUIEM FOR THE LIVING

Corale Alboni di Città di Castello

Coro Polifonico Città di Tolentino

Coro Canticum Novum di Solomeo

Orchestra da camera di Perugia

Fabio Ciofini - direttore

 

Roberto Molinelli (1963)

Elegia per Manhattan (2001)

per viola, violoncello e archi

Mizuho Ueyama, viola

Gianluca Pirisi, violoncello

 

Dan Forrest (1978)

Requiem for the living (2013)

I. Introito - Kyrie

II. Vanitas Vanitatum

III. Agnus Dei

IV. Sanctus

V. Lux Aeterna

Corale M. Alboni di Città di Castello

Marcello Marini, Maestro del Coro

Coro Polifonico Città di Tolentino

Aldo Cicconofri, Maestro del Coro

Coro Canticum Novum di Solomeo

Orchestra da Camera di Perugia

Fabio Ciofini, direttore

Due pagine recenti tentano la trasposizione in musica di corde profondissime dell'animo umano, tra contingenza ed eternità, indagando sfere personali e universali del nostro sentire. 

La contingenza dell'attentato alle Torri gemelle del 2001 è “l'occasione” che motiva Elegia per Manhattan di Roberto Molinelli. Il compositore stesso indica nell'incredulità il sentimento-motore da cui nascono le due sezioni del brano. Un'incredulità esplicita quella delle “grida di terrore di un popolo fino ad allora estraneo alle brutalità di un attacco diretto sul proprio patrio suolo” (Prologo), che si fa implicita e commossa, come quella di chiunque si sia almeno per un istante soffermato davanti al desolante spettacolo delle macerie di Ground Zero, nell'Elegia vera e propria. Molinelli sceglie la  purezza dell'organico di soli archi e le voci calde - e umanissime - della “sua” viola e del violoncello come strumenti solisti a cui affidare quanto di ineffabile quella tragica data significò per chiunque l'abbia, in qualsiasi modo, vissuta. 

Fuori da ogni contingenza, anche se contrassegnato da elementi di originale modernità, è il Requiem for the living composto nel 2013 dallo statunitense Dan Forrest, una partitura che si inserisce nel lungo solco della tradizione della musica sacra, nel confronto con il tema universale della morte e della redenzione, rileggendo in modo personalissimo la struttura del Requiem, come invocazione di pace e risposo anche per i vivi, non solo per i morti. Le cinque sezioni, basate sull'elaborazione della stessa cellula originaria di tre note discendenti (alla fine trasposte in senso ascendente a simboleggiare la redenzione), interpolano il testo del Requiem con citazioni bibliche, indagando il tema centrale del dolore. La sostituzione del Dies irae con  il Vanitas vanitatum dall'Ecclesiaste motiva per Forrest l'anticipazione dell'Agnus Dei, pagina di redenzione di cui il Sanctus diventa (invertendo l'ordine tradizionale) inedita risposta. Qui l'autore immagina di rappresentare la gloria divina in tre differenti livelli: lo spazio (immaginato come nelle immagini del telescopio spaziale Hubble), la terra (come possiamo ammirarla nelle immagini della Stazione spaziale internazionale), l'umanità, colta nella frenesia energica della città. Tre corrispondenti sezioni, l'ultima energica e vivace, conducono al finale Lux aeterna. La modernità con i suoi simboli tecnologici e urbani viene in fine riassorbita nell'invocazione universale ed eterna di pace, riposo e luce per l'umanità tutta.