Astratto, informale, paesaggista: Manlio Bacosi in tre esposizioni

Inaugurazione della mostra sabato 30 settembre a Palazzo Vecchio di San Gemini
San Gemini

La mostra, articolata in tre sedi e in periodi successivi, nasce dall’esigenza di ricordare la figura umana ed artistica di Manlio Bacosi, personaggio che è stato certamente significativo non solo per Perugia e l'Umbria, ma per la sua proiezione a livello nazionale ed internazionale, avendo realizzato una produzione molto elevata che è stata diffusa in tutta Europa e in Medio Oriente. La sua caratteristica è stata quella di essere molto popolare con le sue opere, i paesaggi in particolare, ma anche le ceramiche e le sculture, senza dimenticare la raffinata grafica, in tutti gli ambienti: da quelli più sofisticati a quelli più popolari. Questa trasversalità si è riflessa anche nella sua produzione, appunto, che annovera opere molto impegnative, accanto a una serie infinità di piccoli paesaggi che l'artista volle fossero alla portata economica di tutti.

La mostra

Questa mostra, fra Palazzo Vecchio a San Gemini, Fondazione Carit Palazzo Montani Leoni, Terni, per concludersi al Museo Civico di Palazzo della Penna di Perugia, esplorerà per la prima volta in maniera completa la breve stagione post cubista, del tutto sconosciuta, con opere ritrovate del Comune di Perugia e della Regione Umbria, quindi le più corpose esperienze informali, quando volle seguire autonomamente il Gruppo di Spoleto - che con l'informale si stava evidenziando a livello nazionale - con numerose opere inedite. Altresì, quasi sconosciuta la breve, ma intensa stagione dell'astratto, dove sperimenta senza particolari riferimenti quel linguaggio, con opere, anch'esse inedite o poco note. Poi il paesaggismo con evidenti venature di surrealismo, in cui evoca la dolcezza della luce della sua terra: la verde Umbria. Caratteristica delle sue opere è una certa vibrazione di segni e i colori che fluttuano con mobi#lità fantasiosa planando sulla superficie del quadro creando un cliché inconfondibile. Ancora, le nature morte (come “Natura morta e finestra”, 1980; “Natura morta i vio#lini”, 1980; “Natura morta con pesce”, 1981; “Natura morta con tromba”, 1993) sono tra i temi preferiti di Bacosi, come pure i paesaggi, afferrati al volo e risolti in volumi leggeri, aerei, in una sorta di euritmia musi#cale, dove il colore è giocato in un sapiente registro di tinte. Eclettico e curioso, Bacosi praticò con successo la ceramica, la scultura in ferro e fusione in bronzo, gli allestimenti più eclettici come la pittura nei vecchi infissi, senza dimenticare la grafica.

Tematiche

Le tre esposizioni presenteranno circa 122 opere fra pittura, scultura, ceramica e grafica, e si pongono come primo obiettivo quello di inquadrare definitivamente l’artista - forse il più popolare fra quelli attivi a Perugia dagli anni Cinquanta in poi, tanto che sue opere sono non solo nelle collezioni più importanti pubbliche e private, ma anche nelle case di gente semplice -, nel panorama storico-artistico contemporaneo al fine di riconoscerne le indiscusse qualità, dopo anni di sostanziale oblio. Il progetto espositivo è suddiviso in sezioni tematiche che mettono in evidenza i vari periodi storici e di esplorazione di tecniche linguaggi dell’artista: gli esordi fra post-cubismo e informale, le sintesi architettoniche anni sessanta-settanta, il paesaggismo anni Ottanta, la ceramica, la scultura ed infine la grafica.

Nota Biografica

Nato a Perugia nel 1921, Manlio Bacosi si forma presso lo studio dello scultore Leo Ravazzi. Frequenterà anche lo studio di Gerardo Dottori (che lo fece invitare alla prima rassegna sul Futurismo dopo la guerra, a Palazzo del Podestà di Bologna nel 1951, nella sezione dei giovani individuati come prosecutori dell'avanguardia artistica). In quel periodo Bacosi esplorava l'astratto e poi l'informale, ma nel prosieguo del suo lavoro l'autodidatta Bacosi sarà il continuatore del paesaggismo umbro del quale il futurista perugino era stato il massimo esponente nella stagione aeropittorica e in quella del “nuovo paesaggio moderno”. Comincia a esporre nel 1947 e da allora allestirà numerosissime personali in Italia e all'estero. E' invitato alla VI e VII Quadriennale di Roma nel 1956 e 1959, al Premio Fiorino e altre manifestazioni nazionali di prestigio come la Triennale dell'Adriatico, la Biennale Internazionale "Premio del Fiorino" di Firenze, il Premio Bergamo, il Premio Termoli, il Premio Spoleto e il Premio Michetti. Sulla sua opera sono state redatte numerose pubblicazioni monografiche di noti critici e soprattutto di famosi scrittori italiani. Nel 1972 la città di Todi ha allestito in suo onore una mostra antologica nella Sala delle Pietre del Palazzo Comunale, mentre la rivista "Le Arti" ha dedicato alla sua opera un numero monogra#fico speciale. Nel 1979 l'Azienda di turismo di Firenze ha organizzato una grande mostra a Palazzo Strozzi. Dal 1982 sono seguite numerose mostre personali e rassegne. Le sue opere sono esposte in numerosi musei nazionali ed internazionali.
Muore a Perugia nel 1998.

È considerato uno dei più importanti paesaggisti italiani. Le sue opere nel campo della pittura, della grafica, della scultura e della decorazione su ceramica, testimoniano una grande vitalità creativa e un'assoluta originalità espressiva.

Info orari e sedi

30 settembre - 15 ottobre 2017, San Gemini, Palazzo Vecchio
ORARI giorni feriali ore 17.00-24.00 festivi 10.00-13.00 e 15.00-24.00

30 settembre – 5 novembre 2017, Fondazione Carit Terni, Palazzo Montani Leoni
Aperto venerdì, sabato, domenica, ore 11- 13 e 17-20

28 ottobre - 3 dicembre 2017, Perugia, Museo Civico Palazzo della Penna
da martedì a domenica 8.00-23.00 chiuso lunedì