Zingaretti e De Luca non saranno più commissari alla sanità della propria regione

Lo dichiara in una nota il Senatore del Movimento 5 Stelle Stefano Lucidi
Roma

“Arriva un altro duro colpo dal Governo del Cambiamento alla gioiosa macchina del PD. Dopo aver detronizzato quali commissari per il terremoto Catiuscia Marini per l’Umbria, Luca Ceriscioli per le Marche, Giovanni Lolli per l’Abruzzo e Nicola Zingaretti per il Lazio, oggi di fatto vengono rimossi dall’incarico di commissario straordinario per la sanità, Vincenzo De Luca, presidente della Campania e, per l’ennesima volta, Nicola Zingaretti, vero e proprio accumulatore seriale di 'commissariamenti'”. Lo dichiara in una nota il Senatore del Movimento 5 Stelle Stefano Lucidi.

“Il tutto - prosegue Lucidi - avviene grazie a un emendamento approvato nel Decreto Fiscale per il quale abbiamo introdotto una norma che finalmente rende incompatibile la figura di presidente di regione con quella di commissario straordinario per il rientro del disavanzo nel settore della sanità”.

“L'importanza di questo emendamento – sottolinea il Senatore umbro -, sta nel fatto che finalmente torna incompatibile la figura istituzionale con quella del commissario ad acta in sanità. Due ruoli che se riuniti in un’unica persona creano dei veri e propri mostri giuridici ed economici. Non sarà più possibile, quindi, un doppio incarico e il presidente di una regione non potrà più essere il commissario per riportare i conti in ordine della regione stessa”.

L'esperienza negativa degli ultimi anni è evidente a tutti. Ogni settimana leggiamo sui media cosa succede nelle regioni commissariate con De Luca e Zingaretti impegnatissimi, al netto del tempo speso per le primarie del PD, ad informare i cittadini che gli enti di cui sono presidenti stanno per uscire dal piano di rientro. Ma la realtà e poi ben diversa. Campania e Lazio sono ancora pienamente all’interno della gestione commissariale con tutti i limiti legati ai provvedimenti e alle spese che possono essere effettuate per migliorare la sanità nel territorio.

“L'emendamento approvato - conclude Lucidi - delinea infine un altro principio che ci sta particolarmente a cuore, quello della professionalità. Da oggi colui che sarà nominato commissario dovrà possedere qualificate e comprovate professionalità, nonché, specifica esperienza nell'ambito di gestione della sanità, con particolare riguardo alla legalità e all’anticorruzione”.

Appare dunque evidente l'importanza e l’obiettivo di questo emendamento: migliorare la gestione della sanità nelle regioni in cui i tagli e la scarsa competenza l'hanno praticamente uccisa.