Il 7 Maggio verranno discusse le dimissioni di Catiuscia Marini

La presidente non torna indietro sulla sua decisione
Politica

E' stata fissata per il 7 Maggio la riunione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria che avrà come oggetto la discussione delle dimissioni della presidente della Giunta regionale,Catiuscia Marini, coinvolta nello scandalo emerso a seguito dell'indagine della finanza sulla sanità umbra, che la vede indagata assieme a dirigenti della Usl ed a Giampiero Bocci, ex segretario del Pd umbro, ora commissariato dalla direzione nazionale del partito.

La Marini si è dimessa per potersi difendere, ma gli alleati della maggioranza,vorrebbero convincerla a restare in carica governativa, anche per fare fronte alla delicata situazione politica ed economica della regione.

La data è stata fissata dalla presidente di Palazzo Cesaroni, Donatella Porzi, sentiti l'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari.
 In un comunicato si legge che secondo lo Statuto regionale (art. 64, comma 3) nella ipotesi di "dimissioni volontarie non determinate da ragioni personali", il presidente della Giunta deve motivarle di fronte all'Assemblea legislativa che, a maggioranza assoluta dei componenti, può invitarlo a recedere. Entro quindici giorni il presidente comunica, quindi, davanti all'Assemblea se intende confermare le dimissioni o recedere dalle stesse.

La presidente Marini rimane ferma nella sua decisione, perchè - ha dichiarato - vuole essere libera di potersi difendere,certa della sua onestà e della correttezza del suo impegno politico ed amministrativo.

Il giorno delle sue dimissioni aveva dichiarato “Io sono una persona perbene, per me la politica è sempre stata 'fare l'interesse generale', da sindaco della mia città, da europarlamentare, ed in questi anni da presidente di Regione. Quello che sta accadendo non solo mi addolora, ma mi sconvolge e sono sicura che ne uscirò personalmente a testa alta, perché - credetemi - io non ho niente a che fare con pratiche di esercizio del potere che non siano rispettose delle regole e della trasparenza, rifuggendo sempre da consorterie e gruppi di potere”.
“Le istituzioni - aveva aggiunto - vengono prima delle persone che le guidano e non possono avere ombre che rafforzerebbero il già difficile rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengo doloroso, ma giusto, rassegnare ora le mie dimissioni da presidente della Regione Umbria, perché ritengo di tutelare così l'istituzione che ho avuto l'onore di guidare, salvaguardare l'immagine della mia regione e della mia comunità e al tempo stesso avere la libertà di dimostrare la mia correttezza come persona e come amministratore pubblico”

Nel caso in cui venissero confermate le esigenze personali e politiche della presidente si potrebbe andare al voto in Autunno.