Vertenza Perugina, un altro tentativo d'intesa

Incontro in Confindustria, ma la possibilità che si riapra un dialogo costruttivo sono molto improbabili
Perugia

La trattativa infinita fra Nestlé e i rappresentanti dei lavoratori, per la gestione dei 364 esuberi che riguardano lo stabilimento Perugina di San Sisto, sta vivendo in queste ore un'altra fase importante. Si è scelta la sede di Confindustria di via Palermo per tornare a discutere di piano sociale, che i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero correggere. Dunque, ancora una volta da una parte i manager della Nestlé, dall'altra i sindacati.
Il nuovo faccia a faccia arriva all'indomani dell'incontro che Luca Turcheria, esponente di riferimento del sindacato interno, ha avuto martedì a Ginevra con i colleghi del coordinamento aziendale europeo e con Marco Settembri, vicepresidente esecutivo e amministratore delegato per Europa, Medio Oriente e Nord Africa di Nestlé. Un incontro che non ha portato a nessuna soluzione nuova. E dunque le possibilità che si riapra un dialogo costruttivo sono molto improbabili. Nestlé ha lasciato intendere a più riprese che la propria posizione è quella scritta nel piano sociale riconfermato anche in occasione dell'incontro del 15 febbraio al ministero dello Sviluppo economico alla presenza del sottosegretario Teresa Bellanova, della governatrice dell'Umbria Catiuscia Marini e del sindaco di Perugia Andrea Romizi.
Ma i sindacati non ci stanno a subire passivamente le scelte della multinazionale. Tant'è che ripropongono la questione e chiedono di dettagliare ulteriormente le varie opzioni sul tavolo, a cominciare dalla definizione delle caratteristiche di tutti gli 81 posti di lavoro disponibili in aziende del territorio disposte a riassumere dipendenti Perugina. Verrà proposto nuovamente, per quanto Nestlé sia stata chiara nello spiegare i motivi del rifiuto, di internalizzare alcune funzioni attualmente garantite da società esterne e verrà ribadita la richiesta di proroga della cassa integrazione, ma per tutti gli esuberi e non soltanto per chi resterà fuori dal piano Nestlé.

Intanto nella sala mensa della Perugina il cardinale arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti ha voluto incontrare i dipendenti in occasione della Pasqua. Insieme al presule don Claudio Regni, lo storico parroco della Perugina, e il viceparroco don Marco Briziarelli.
E le sue parole sono state parole di conforto, ma anche di condivisione. «So che avete tanti problemi - ha detto Bassetti ai lavoratori - e conosco la crisi che sta vivendo la vostra azienda. Condivido le vostre preoccupazioni e mi sta a cuore il futuro delle vostre famiglie e dei vostri figli». «La nostra Umbria - ha continuato il presule - per un motivo o per un altro, è molto provata e per la nostra gente ci sono tante sofferenze come quelle vissute dai terremotati. Mi sta a cuore l'avvenire dei nostri figli, mentre noto e constato che purtroppo tanti giovani abbandonano la nostra amata terra per motivi di lavoro. Sarei cieco se non vedessi tutte queste problematiche e non le condividessi con voi, ma sono qui soprattutto per dirvi una parola di speranza che possa risollevare i nostri cuori. E l'unica parola che il vescovo pone al centro, al cuore di questa Eucaristia, è una persona: Gesù».
Al termine della celebrazione don Claudio Regni, si è rivolto ai dipendenti con la consueta passione: «Voi siete il popolo del fare, che significa costruire e servire perché qui, con il vostro lavoro, state servendo le vostre famiglie e la società intera. Questo servire si può scomporre, può diventare agitato e malefico se non si rispettano alcuni capisaldi fondamentali a partire dalle persone. Noi non siamo numeri ma persone che hanno diritto a un lavoro e a un bene comune».