Condannato per usura: GdF gli sequestra immobile da 350mila euro

L'operazione nei confronti di un perugino
Perugia

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Perugia hanno dato esecuzione, nei giorni scorsi, ad un provvedimento di sequestro e contestuale confisca disposto dalla Sezione Penale della Corte di Appello di Perugia nei confronti di un perugino condannato nel 2015 in via definitiva per il reato di usura e relativo ad un complesso immobiliare sito a Perugia del valore complessivo di circa € 350.000,00.

L’operazione, diretta e coordinata dalla Procura Generale della Repubblica di Perugia, segnala l’importanza delle attività investigative condotte nello specifico settore del contrasto all’accumulo illecito di patrimoni e pone la Guardia di Finanza al centro del più ampio dispositivo di prevenzione finalizzato a privare i criminali di ogni ricchezza conseguita.

Come noto, infatti, la specifica normativa - disciplinata oggi dall’attuale art. 240 bis C.P. (già art. 12 sexies D.L. 8/6/1992 n.306) - prevede la confisca delle disponibilità finanziarie ed immobiliari di cui il soggetto, condannato per tipologie di reato di particolare rilevanza, quali l’usura, non sia in grado di dimostrare la legittima provenienza.

Ancora una volta determinante, per il raggiungimento di un così importante risultato di servizio, è stata l’ azione combinata tra l’aliquota della Guardia di Finanza di Perugia impegnata nell’U.Ge.C.O. (Ufficio Gestione Coordinamento e Organizzazione) coordinata dal Sostituto Procuratore Generale, dott. Dario Razzi - e gli specialisti del G.I.C.O. della G. di F. di Perugia; in tale ambito la sinergia investigativa, unita ad una brillante preparazione tecnico-professionale, ha consentito di cristallizzare una oggettiva sperequazione tra il patrimonio riconducibile al condannato ed i redditi palesati al fisco.

L’impianto accusatorio, strutturato dalla Procura Generale della Repubblica di Perugia, è stato totalmente condiviso dalla Sezione Penale della Corte di Appello di Perugia, che ha conseguentemente disposto un provvedimento di sequestro e contestuale confisca del complesso immobiliare nella disponibilità del condannato seppur di fatto intestato - attraverso una serie di schermature societarie - ad una società con sede in Florida (Stati Uniti d’America).

Questo ennesimo risultato se da un lato testimonia la costante attenzione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia alle aggressioni patrimoniali, dall’altro attesta l’efficacia della collaborazione offerta dalla Guardia di Finanza a supporto della Procura Generale che dal 2016 ad oggi ha già conseguito sequestri patrimoniali per importi di oltre € 3.000.000,00.