Università green, progetti per bici e centrale a biomasse

Gli studenti incontrano Adisu per le stazioni di bike sharing
Perugia

L'ateneo di Perugia ha pronti progetti “verdi” per 2 milioni di euro. Il più sostanzioso è la realizzazione di una centrale a biomasse che spunterà sul retro della struttura di Veterinaria, in via San Costanzo, e dovrebbe alimentare anche la clinica per animali. Le autorizzazioni sono già state depositate in Comune.
Per metterla in piedi l'Università ha messo in preventivo di spendere un milione e 200mila euro.
Altri 600mila euro, invece, saranno destinati ai nuovi impianti per gli edifici di via del Giochetto: lì verranno montate nuove caldaie "a condensazione", più efficienti dal punto di vista energetico rispetto alle vecchie. Il progetto prevede anche il recupero dei fumi di scarico, sotto forma di vapore acqueo. Un progetto simile (costato 380mila euro) è stato realizzato anche per la sede centrale dell'ateneo.

Ancora al capitolo green: prende forma la seconda parte del progetto di bike-sharing riservata agli studenti. Loro sono utenti ideali della mobilità sostenibile, basti pensare che ogni anno consumano circa 250mila euro di biglietti "scontati" del minimetrò.
Sul tema una delegazione del Consiglio degli studenti, insieme a professor Federico Rossi (delegato del rettore ai servizi) ha incontrato il commissario Adisu Maria Trani per fare il punto su piste ciclabili e rastrelliere. Il presidente del Consiglio degli studenti, Alessandro Biscarini, ha messo sul tavolo una mappa della città di Perugia su cui è stato disegnato un vero e proprio circuito, una maxi pista ciclabile cittadina: «Per alcune strade ad alto scorrimento c'è bisogno di segnaletica, in altri tratti, invece, servono proprio corsie per i ciclisti». Nuove strade, nuove bici - arriveranno - e il bike sharing di seconda generazione prevede pure dieci nuove stazioni per parcheggiare e ricaricare le bici elettriche. Alcune posizioni sono già state individuate: ad Agraria, nel quartiere di Elce, a Monteluce e in via Pascoli. L'Adisu dovrebbe pagarne un paio.