Ultimo saluto a Massimo Calzoni

Il commovente commiato dell'amico Paolo Belardi e l'addio del figlio
Perugia

Ultimo saluto all'imprenditore perugino Massimo Calzoni.
Si sono celebrati oggi, martedì 13 febbraio, nella cattedrale di San Lorenzo, i funerali del noto imprenditore perugino stroncato da un malore a 67 anni nella sua tenuta di caccia.
Un duomo gremito di parenti, amici, imprenditori, sindacalisti e rappresentanti delle associazioni, ha voluto dare il suo commiato a colui che ha lasciato il segno importante nel mondo dell'imprenditoria locale. Presidente della Calzoni spa, importante azienda del settore delle costruzioni, Massimo Calzoni aveva dedicato gran parte della vita, non solo alla sua impresa, anche al mondo associativo. A partire dal 2008, è stato a lungo presidente di Ance Perugia e, successivamente, di Ance Umbria, nonché vicepresidente di Confindustria Perugia.
Tanti i messaggi di cordoglio.
Fra i vari interventi che si sono succeduti a ricordare la figura di Massimo Calzoni di certo molto commovente è stato quello di Paolo Belardi, direttore dell'Accademia di Belle Arti, che ha voluto sottolineare la grande umanità e la profondità d'animo dell'amico improvvisamente scomparso. Berardi ne ha elogiato il carattere curioso, aperto, moderato, sempre disponibile all'ascolto e al contributo degli altri. E con commozione ha fatto riferimento alla recente visita alla Cappella Sistina. Belardi ha ricordato di Calzoni il suo amore per l'arte e il suo impegno fattivo per il recupero di tante opere e strutture a Perugia.

L’attaccamento all’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) e le grandi doti umane sono state evidenziate anche da Giancarlo Brugnoni, presidente di Ance Perugia che ne ha voluto sottolineare le grandi competenze professionali che «lo hanno reso uno dei più importanti esponenti dell’Ance anche a livello nazionale».

Stefano Pallotta, presidente di Ance Umbria ha ricordato come Massimo sia stato uno «straordinario imprenditore dedito al lavoro e alla vita associativa. Profondo conoscitore del settore e da sempre innamorato della sua città e della sua terra».
Nessun saluto invece dai membri di Confindustria.

Il figlio ha preso la parola per ringraziare il padre, per tutto il tempo che gli ha concesso, per tutto quello che gli ha insegnato e trasmesso. Per i valori di sincerità, onestà e rispetto delle persone umane che sono diventati oggi la sua guida e che, nel renderli a suo modo significativi e vivi, rappresentano la maniera più giusta per onorarlo e per proseguire il suo cammino illuminato e coerente.