Corruzione sui farmaci: arrestato a Parma il professor Aversa

Agli arresti domiciliari anche l’imprenditrice perugina Paola Gagliardini
Perugia

E' stato arrestato a Parma, nell'ambito di una vasta operazione dei carabinieri del comando per la tutela della salute, il professor Franco Aversa,  direttore della struttura complessa di Ematologia dell'azienda ospedaliera universitaria.
Nell'indagine “Conquibus” sono state emesse 11 misure cautelari a carico di dirigenti medici, universitari e rappresentanti del settore farmaceutico, 36 sono le persone indagate e le 7 aziende coinvolte nelle attività illecite.

Applicate misure cautelari interdittive a carico di altri nove indagati tra medici universitari a Parma, fra cui Nicola Giuliani e Antonio Mutti (accusato di abuso d'ufficio e sospeso per un anno dall'insegnamento universitario e dall'esercizio della funzione di commissario nei concorsi pubblici) e rappresentanti del settore farmaceutico. Sequestrati 335mila euro provento delle condotte corruttive e del reato di truffa.

Oltre al dirigente medico, si trova ai domiciliari anche una imprenditrice perugina, Paola Gagliardini titolare della Centro servizi congressuali.

I NUMERI DELL'INCHIESTA
Due persone arrestate, nove misure interdittive (sospensione dalla professione) e complessivamente 36 indagati. Corruzione, induzione indebita a dare e promettere utilità, truffa aggravata, comparaggio farmaceutico, abuso d'ufficio e falso ideologico. Ecco i coinvolti nell'operazione Conquibus condotta dal Nas e coordinata dalla Procura di Parma.

Le società: Csc di Paola Gagliardini Srl; Celgene Srl; Gilead Sciences; Janssen Cilag; Pfizer Italia; Sanofi; Sigma Tau.

I medici di Parma coinvolti: Franco Aversa, Antonio Mutti, Nicola Giuliani, Riccardo Bonadonna, Luisa Craviotto, Francesca Re, Giovanni Roti, Elena Masselli;

Gli altri: Romina Carolina Amerio, William Arcese, Cristina Bandini, Sabrina Barenco, Monica Buzzai, Roberto Camerini, Germano Camillo, Patrizio Cangini, Pamela Criscuoli, Brunangelo Falini, Emanuela Fuso, Paola Gagliardini, Paola Gallo, Maria Gullo, Maria Lanza, Alessandra Leporati. Loredana Lucchetta, Claudia Lugaresi, Nicola Pasquon, Paola Piaggio, Rossana Riccini, Luigina Romani, Giovanni Salvatori, Pietro Schianchi, Gianpietro Semenzato, Federica Spiaggia, Gino Tosoratti, Mariateresa Zanelli.

I reati contestati ai 36 indagati sono corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, comparaggio farmaceutico, abuso d'ufficio, falso ideologico e truffa aggravata.

Aversa è considerato un luminare italiano dell'ematologia, dipartimento che ha contribuito a fondare all'ospedale di Parma. Pioniere di innovative tecniche di trapianto di cellule staminali fino ad ottenere riconoscimenti internazionali per aver consentito, per la prima volta al mondo, il successo del trapianto anche tra soggetti non compatibili.

L'indagine, durata due anni dal 2015 al 2016 e avviata dopo la denuncia di un medico, ha evidenziato tre episodi di indebita induzione, cinque casi di corruzione e vari episodi di abusi d'ufficio con diramazioni in altre province.

 Al centro del sistema c'erano il professore universitario di fama internazionale, e Gagliardini, referente di un ditta organizzatrice di eventi scientifici - formativi. Erano loro, per l'accusa, i vertici di una organizzazione che assicurava favori alle aziende farmaceutiche, report positivi o negativi per questo o quel medicinale, in cambio di sponsorizzazioni per convegni e contributi economici che finivano direttamente nelle tasche degli indagati.

Entrambi, infatti, con la complicità di altri professori e amministrativi universitari, medici, rappresentanti di aziende farmaceutiche, favorivano l'organizzazione di congressi scientifici durante i quali pubblicizzare i prodotti delle ditte che avevano sponsorizzato l'evento.
Per chi non aderiva alle sponsorizzazioni congressuali scattava la minaccia di ritorsioni, come il mancato inserimento dei medicinali nel prontuario dei farmaci o la mancata prescrizione nell'ambito delle attività ospedaliere. Mentre per le ditte generose veniva sostenuta la rimborsabilità dei farmaci presso le autorità regionali, al fine di favorirne le strategie economiche.

L'obiettivo - spiega il Nas guidato da Gianfranco Di Sario - era "adattare le prescrizioni di costosi farmaci per terapie salvavita secondo le esigenze e il profitto delle aziende farmaceutiche, promuovendone la divulgazione nei vari eventi congressuali, organizzati in violazione di norme e in contrasto con i principi di trasparenza e indipendenza scientifica".

Un altro filone riguarda i concorsi truccati per il conferimento di assegni di ricerca; le prove erano solo apparenti dato che già erano stati individuati i vincitori, persone vicine ad Aversa. Accertate le nomine pilotate della commissione di gara e redazione di falsi verbali in cui si dava atto di attività concorsuali che non era state effettuate.

A carico di Aversa anche il reato di truffa aggravata: il professore svolgeva attività professionale fuori provincia anche se aveva un rapporto di lavoro in esclusiva con l'ospedale di Parma.

Per l'azienda ospedaliera parmigiana si tratta di un nuovo scandalo dopo quello che ha portato all'arresto, mesi fa, di Guido Fanelli, esperto in cure palliative, al termine dell'operazione Pasimafi. L'allora capo della Procura parlò di "corruzione quasi permanente".