Garantire la sicurezza di chi viaggia in treno

La Lega chiede “convenzione tra Regione Umbria e Trenitalia”
Perugia

Garantire la sicurezza di chi viaggia in treno. Il capogruppo Lega Umbria, Emanuele Fiorini e il consigliere regionale Valerio Mancini, hanno presentato una mozione che impegna la Regione Umbria a stipulare una convenzione con Trenitalia che preveda, oltre alla fruizione gratuita del servizio di trasporto ferroviario per le Forze dell’Ordine anche se non in servizio, degli obblighi per gli stessi quali esibire all’inizio del viaggio il proprio tesserino di riconoscimento al personale di bordo e mettersi a disposizione in caso di necessità.

Secondo il capogruppo Fiorini e il consigliere Mancini “innumerevoli sono le segnalazioni di episodi che riguardano il mancato pagamento del biglietto da parte di persone, specialmente extracomunitari, che talvolta mettono in difficoltà sia il personale in servizio, sia gli altri viaggiatori con atteggiamenti a dir poco irriguardosi quando non sfociano in violenza vera e propria. I Prefetti di Terni e Perugia, inoltre, nel corso di una audizione in Commissione regionale, hanno sottolineato le problematiche inerenti lo spaccio di droga che si verifica in prossimità delle stazioni ferroviarie della nostra regione e che richiama consumatori provenienti dalla Capitale o da altre regioni limitrofe. I treni, soprattutto quelli serali e notturni – dicono i consiglieri - sono spesso un autentico far west e a farne le spese sono, in primo luogo, i cittadini, pendolari e lavoratori, ed i ferrovieri”. Per i leghisti “garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone che ogni giorno utilizzano i mezzi di trasporto pubblico nella nostra Regione costituisce una priorità e ciò con il duplice scopo di tutelare i cittadini e, al contempo, valorizzare l’uso dei mezzi pubblici”. Fiorini e Mancini ricordano che nella normativa regionale ci si limita a consentire la circolazione gratuita “per servizio di pubblica sicurezza” sui mezzi del trasporto pubblico al personale appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia Penitenziaria, ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Municipale, ma, concludono, “dobbiamo fare un ulteriore passo in più e promuovere anche la cosiddetta “continuità territoriale” per le forze dell’ordine”.