Grane giudiziarie anche nel centrodestra, “ci sono sette indagati”

Ad affermarlo è Tommaso Bori del Pd che fa nomi e motivazioni
Perugia

“Il centrodestra non è esente da guai giudiziari” ad affermarlo è stato nel Consiglio comunale di Perugia, Tommaso Bori, eletto nelle file del Pd, che ha aggiunto come alcuni degli indagati si ripresentino alle prossime elezioni.

Si tratta di cinque consiglieri e due assessori i”e il sindaco debba darne spiegazione alla città”.

Vediamo chi sono i politici interessati: Carlo Castori (attuale consigliere di Forza Italia e candidato con la lista civica centrista Romizi Sindaco) nei suoi confronti c'è l'ipotesi di esercizio abusivo della professione insieme a un'altra imputata poiché avrebbe trasformato la copisteria di cui è proprietario in scuola guida, almeno secondo la ricostruzione accusatoria della Polizia stradale che aveva svolto le indagini tra il 2015 e il 2016.

Michelengelo Felicioni (è nella lista di Fratelli d'Italia): nei suoi confronti il gup ha disposto il rinvio a giudizio per tentata estorsione e truffa ai danni di una sessantenne sua amica, dipendente regionale.

Stefano Mignini (attuale capogruppo di FdI che si presenta alle elezioni sempre con la lista di Giorgia Meloni): nei suoi confronti l'accusa è di falso ideologico, poiché quando si insediò in Aula nel luglio 2014, non dichiarò di avere un carico pendente nei confronti dell'amministrazione comunale di 1.255 euro, poi sanata nel luglio 2016.

Nella stessa vicenda è indagato l'attuale assessore Massimo Perari (candidato nelle liste di FI) per un debito dovuto a contravvenzioni stradali di 330 euro che risaliva al. maggio 2009 (anche lui ha già sanato).

Tra i candidàti c'è Armando Fronduti (FI), indagato per falso ideologico poiché anch'egli al momento dell'insediamento non dichiarò morosità per 14.982 euro (cartelle sanate).

Bori punta il dito anche contro Giuseppe Cenci (consigliere comunale di Forza Italia) che aveva pendenze non dichiarate nel 2014 per 679 euro che risalivano al 2012 e l'assessore esterno, Francesco Calabrese per tre cartelle notificate nel gennaio 2012 e che non dichiarò al momento dell'assunzione della carica nel giugno 2014: anche loro hanno sanato.