Al Morlacchi "L'ora del ricevimento"

Con Fabrizio Bentivoglio. Dal 1 al 5 novembre.
Perugia

Arriva al teatro Morlacchi di Perugia "L'ora del ricevimento", la pièce di Stefano Massini, per la regia di Michele Placido e con protagonista Fabrizio Bentivoglio, affiancato da Francesco Bolo Rossini, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Balucani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iarlori, Balkissa Maiga, Giulia Zeetti, Marouane Zotti. 
Scena Marco Rossi; costumi Andrea Cavalletto; musiche originali Luca D’Alberto - voce cantante Federica Vincenti - luci Simone De Angelis. 
Una produzione Teatro Stabile dell’Umbria. 

LE DATE 
PERUGIA - Teatro Morlacchi - mer 1 nov 2017 - ore 21 
PERUGIA - Teatro Morlacchi - gio 2 nov 2017 - ore 21 
PERUGIA - Teatro Morlacchi - ven 3 nov 2017 - ore 21 
PERUGIA - Teatro Morlacchi - sab 4 nov 2017 - ore 18 
PERUGIA- Teatro Morlacchi - dom 5 nov 2017 - ore 17 

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Il professor Ardeche è un insegnante di materie letterarie, la sua classe si trova nel cuore dell’esplosiva banlieue di Les Izards, ai margini dell’area metropolitana di Tolosa: un luogo in cui la scuola è una trincea contro ogni forma di degrado. La scolaresca che gli è stata affidata quest’anno è ancora una volta un crogiuolo di culture e razze: nella convinzione che il vero trionfo sarebbe portare fino in fondo i suoi allievi senza perderne nessuno per strada, il professor Ardeche riceve le famiglie degli scolari ogni settimana. Ed è attraverso un incalzante mosaico di brevi colloqui con questa umanità assortita di madri e padri, che prende vita sulla scena l’intero anno scolastico della classe Sesta sezione C. 

“Il personaggio disilluso e vagamente malinconico del prof. Ardeche, congeniale all’eccellente Fabrizio Bentivoglio, si difende con l’ironia, spiazzando gli interlocutori con un linguaggio colto e fiorito di citazioni. La teoria dei suoi avversari, assai ben coordinata dalla regia di Michele Placido, offre parecchie caratterizzazioni gustose da parte di dieci comprimari ciascuno dei quali ha il suo momento”. Masolino D’Amico, La Stampa.