Perugia, confermata la sospensione per la professoressa Esposito

Rigettato il ricorso della nota pediatra accusata dall'Azienda di svolgere un doppio lavoro
Perugia

Per il giudice del lavoro di Perugia, Giampaolo Cervelli, “non sussiste il rischio di pregiudizio grave e irreparabile né sotto il profilo del danno all'immagine, nè sotto quello del danno alla professionalità” e la sospensione comminata è giusta in quanto non si può lavorare per una struttura pubblica ed allo stesso tempo per una privata.

In sette pagine la sentenza rigetta il ricorso d'urgenza presentato dall'universitaria sospesa per 4 mesi e 10 giorni poiché svolgeva lavoro di Pediatria al Santa Maria della Misericordia di Perugia e in una clinica privata milanese.

Poi ci sono da quantificare gli eventuali danni prodotti dall'assenza dal lavoro della Esposito (chiusura sine die dell'ambulatorio di infettivologia, disagi per i pazienti, danni per le aziende sponsor delle sperimentazioni cliniche sospese.

L'indagine interna era stata avviata l'estate scorsa quando il direttore sanitario, Diamante Pacchiarini ha acquisito tutta la documentazione rispetto alle presunte irregolarità commesse dalla professoressa.

Da parte sua la protagonista afferma che “è un caso di ritorsione e discriminazione da manuale, quello che in America chiamano `retaliation', vendetta”.

Il giudice del lavoro dovrà decidere nel merito della questione a maggio una volta terminato il periodo di sospensione.