Sicurezza Tribunali, per M5S "Minniti deve dimettersi"

Dure reazioni dopo l'aggressione dei due giudici di Perugia
Perugia

Non si placano le polemiche sui due giudici accoltellati nel tribunale di Perugia.

Umberto Rana e Francesca Altrui, sono stati feriti nella tarda mattinata di lunedì 25 settembre negli uffici del tribunale in piazza Matteotti, insieme anche ad un'an'altra persona, un impiegato intervenuto, che ha però riportato leggere contusioni ed è stato medicato sul posto.
L'aggressore è un uomo di 53 anni, Roberto Ferracci, nato a Perugia e residente a Spello. Ferracci, arrestato dalla Polizia, che avrebbe agito per vendicarsi del procedimento civile risultato a lui sfavorevole. Ferracci era proprietario di un albergo in Umbria del quale recentemente è stato dichiarato il fallimento.

I due giudici hanno riportato 15 giorni di prognosi "senza complicazioni". In ospedale si è recato il procuratore generale di Perugia, Fausto Cardella, per assicurarsi personalmente delle loro condizioni di salute. Tanti avvocati, dipendenti delle poste e del tribunale penale che si trova di fronte al civile, cittadini e passanti hanno affollato per un paio d'ore la zona di piazza Matteotti. Sul posto anche il sindaco Andrea Romizi, che ha condannato in una nota ufficiale l'aggressione, ed esponenti della Regione che a loro volta hanno espresso vicinanza ai magistrati feriti.

Sulla vicenda c'è da registrare una nota del M5S, a firma di Laura Agea -M5S Europarlamento  Cristina Rosetti -M5S Comune di Perugia; Tiziana Ciprini, Filippo Gallinella, Stefano Lucidi -M5S Camera dei Deputati e Senato della Repubblica; Maria Grazia Carbonari, Andrea Liberati -M5S Regione Umbria.

""Questa mattina due magistrati della sezione Civile del Tribunale di Perugia, una donna e un uomo cui rivolgiamo solidarietà e auguri di pronta guarigione, hanno subito una brutale aggressione con un coltello di circa 25 centimetri.
Dalla Cina, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha affermato di aver disposto le necessarie verifiche per comprendere l'esatta dinamica dei fatti e accertare le falle nel sistema di sicurezza.
Le verifiche, tuttavia, dovrebbero durare ben poco: notoriamente la sezione Civile del Tribunale di Perugia non ha alcun "sistema di sicurezza" per rilevare eventuali armi introdotte all'interno degli Uffici giudiziari. Stessa situazione per i Tribunali di Spoleto e Terni. 
Non solo. A Perugia si sono già verificate altre gravi aggressioni a giudici e numerose fin qui erano state le sollecitazioni trasmesse al Ministero allo scopo di predisporre le relative contromisure: da cittadini umbri siamo preoccupati e indignati per tanta colpevole inerzia.
Ecco perché Orlando non può limitarsi a dichiarazioni rassicuranti: adesso deve dimettersi!"