«Alcol ai ragazzini, multe più severe»

“Perugia in centro” e la questione degli shottini venduti ai minori
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Perugia

l presidente di “Perugia in centro”, Sergio Mercuri si scaglia contro chi vende alcol fuori dagli orari consentiti o ai minorenni.
Il consorzio che da anni lavora a braccetto con Comune e associazioni per ridare lustro all'acropoli dichiara: «Noi siamo al fianco di tutti coloro che lavorano per portare cose belle e fatte bene in città e che esaltano Perugia: il Consorzio non tutela nessuno che va contro le regole o la legge».
«La nostra posizione è chiara - aggiunge Mercuri - non si deve vendere alcol ai minorenni e non fa differenza se a farlo sono iscritti del consorzio o di Confcommercio: gli shortini selvaggi non ci piacciono».
Un fenomeno, quello degli alcolici ai minorenni, che sta diventando un problema di ordine sociale e pubblico. «È inutile che ci impegniamo per riportare le persone in centro, se poi i ragazzi tornano a casa ubriachi. E non è solo il fatto di aver preso una sbronza, questi giovani poi diventano cattivi e l'alcol diventa una dipendenza al pari delle droghe».
 Come riportato in un articolo sul Messaggero: «Durante la fiera dei morti, il Consorzio promuove una due giorni (il 3 e il 4) di degustazioni di birre artigianali in via Mazzini (Promocamera)», - ricorda Mercuri.
«Assaggiare vino o birra è bagnare le labbra non bere un'intera bottiglia che poi viene lasciata in terra per strada». Alla base una questione di legalità, ma anche di etica.
«Una volta mi sono recato in una sala giochi in periferia - racconta Mercuri - e ho notato che all'ingresso non c'era nessun controllo. Ho chiesto spiegazioni, ricordando che deve esserci un filtro all'entrata, invece, una volta all'interno, di sei persone presenti ho scoperto che quattro erano minorenni. Quando questi esercizi ricevono l'autorizzazione garantiscono la presenza di un filtro all'ingresso, se non lo fanno è come usurpare denaro. E lo stesso succede per chi vende alcol ai minorenni: se un barista non è convinto dell'età del cliente, deve chiedere il documento. Vendere ai ragazzi per guadagno non è etico».
«Le contravvenzioni le farei doppie o triple e aumenterei i prezzi degli alcolici: tanti ragazzi, pur se maggiorenni, sarebbero scoraggiati e limiterebbero il consumo. Il Comune in ogni caso deve prendere una posizione perché questa vicenda è una rovina per la città».