Sanità, maxi inchiesta dei Nas

Il pm chiede il giudizio per 12 persone coinvolte
Perugia

Prosegue senza sosta la maxi inchiesta dei Nas, coordinata dalla procura di Perugia, su un presunto giro di “favoritismi” nei confronti di alcuni farmacisti e operatori e che vede spuntare i nomi dell’ex capo dell’ufficio autorizzazioni e accreditamento della Sanità regionale Antonio Perelli, di due funzionari regionali, Luca Orlandi e Lidia Richieri, di due farmacisti, Massimo Ceccarelli e Alessandro Rossi. Insieme ad altri sette le accuse (a vario titolo) vanno dalla truffa all’abusivo d’ufficio, dal falso alla concussione, e per loro il pm Mario Formisano ha chiesto il processo.

La notizia è stata riportata da alcuni quotidiani locali.

Tra le condotte contestate ad alcuni degli indagati, secondo il sostituto procuratore anche quella di avere, attraverso “atti amministrativi illeciti” gestito il servizio di accreditamento e valutazione qualità della Regione favorendo in maniera sistematica alcuni operatori sanitari accreditati. Due farmacisti, secondo l'accusa, avrebbero ottenuto l’autorizzazione a gestire depositi farmaceutici, ma privi dei requisiti richiesti.

L'ex vice presidente dell'ordine si difende: "Mai agevolato nessuno"

Ma per Perelli e Lidia Richieri c'è una nuova posizione che l'accusa contesta: quella di una delibera "truccata" per un ruolo all'interno del centro di sperimetazione clinica che si stava istituendo, inducendo in errore " il personale della segreteria della Giunta" , "facendo sottoscrivere nella fase di perfezionamento dell'efficacia della deliberazione, una versione diversa da quella votata e approvata". Il pm ha chiesto per il processo - tra gli altri - anche per l’ex vice presidente dell’ordine dei farmacisti della provincia di Perugia, Giuseppina Mantucci, che per l'accusa avrebbe rivelato ad Antonio Perelli l'andamento della fase istruttoria relativa al procedimento disciplinare a suo carico.