Sanità, mancano 500 addetti in Umbria

Il grosso delle necessità riguarda infermieri e operatori socio sanitari, inoltre servono medici e amministrativi
Perugia

In Umbria 20mila lavoratori della Sanità da 9 anni attendono il rinnovo del contratto nazionale. Una delegazione di sindacalisti Fabrizio Fratini (Fp Cgil), Ubaldo Pascolini (Fp Cisl) e Marco Cotone (Uil Fpl) è stata ricevuta dalla presidente Catiuscia Marini, e la governatrice li ha edotti di aver appena inviato una lettera alla ministra Madia per sollecitare la chiusura delle trattative.
Ma i mali della sanità umbra non finiscono qui. Il comparto conta 11mila dipendenti, ma all'appello ne mancano 500. Il grosso delle necessità riguarda infermieri e operatori socio sanitari, inoltre servono medici e amministrativi.
I direttori generali e la Regione stanno facendo e rifacendo i conti in questi giorni: dovrebbe venir fuori entro breve un bando per 150 nuovi in fermieri. Si attendono oltre 10mila domande.
Sono al lavoro le commissioni, invece, per la selezione di cinque fisioterapisti nella Asl 2.
Sul tavolo c'è la questione dei tecnici di laboratorio: nelle prossime settimane una trentina di loro potrebbe dover cambiare sede.
«Siamo d'accordo con la necessità di un piano di riassetto varato dall'assessore regionale Luca Barberini - spiega Angelo Scatena (Fp Cgil) - ma vogliamo sederci a un tavolo e discutere nel merito, non è sempre scontato che tagliare sia sinonimo di risparmiare».

Le due Asl e le due aziende ospedaliere stanno incrociando numeri e necessità per stilare il piano del «fabbisogno» di personale. Poi, ovviamente bisognerà guardare i bilanci e misurare gli spazi di manovra. «In alcuni reparti siamo al limite - rimarca Scatena - è fondamentale che le aziende facciano una corretta previsione, a cominciare dai pensionamenti, e si attrezzino per tempo». L'assessorato regionale alla Sanità ha avviato anche una ricognizione tra i precari.