«Per eliminare le liste d’attesa basta staccare i condizionatori»

La “battuta” del direttore generale dell’ospedale di Perugia a proposito delle code d’estate
Perugia

«Stacchiamo l'aria condizionata che vanno via tutti». Questo è quanto suggeriva Emilio Duca, direttore generale dell'azienda ospedaliera, per eliminare le file d'attesa al reparto di emergenza e urgenza.

Emilio Duca
L'intercettazione è allegata all'inchiesta, ed è riferita al 13 luglio 2018, quando Duca si trova a pranzo in un hotel di Perugia, insieme al direttore amministrativo Maurizio Valorosi e un terzo uomo. I tre parlano della gestione del Cup e delle code. Ed è allora che Duca propone la sua soluzione per abbattere i tempi di attesa. 
E la “battuta” riporta alla mente l'infelice espressione che fece Vito Giuseppe Giustino, presidente della società cooperativa l'Internazionale, quando fu intercettato nell'ambito della inchiesta della procura dell'Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica appena dopo il terremoto del 2009. Nell'ordinanza che portò all'arresto di dieci persone, tra professionisti e pubblici funzionari, il gip scriveva: “Ride”. Ai domiciliari, l'imprenditore annuisce e ride parlando delle future commesse, in particolare ad Amatrice.

Intanto è stao fissato nei giorni scorsi  il conferimento, da parte del Tribunale, della perizia irripetibile su smartphone, pc, tablet e chiavette usb, sequestrati nell'ambito dell'inchiesta sui concorsi truccati in sanità condotta dalla Procura di Perugia.
Nel provvedimento in cui si avvisano i 35 indagati che un consulente tecnico d'ufficio analizzerà i loro supporti informatici, viene anche confermata la notizia dei sei indagati nel filone da cui nascono le intercettazioni sui concorsi: quello relativo ad appalti nell'azienda ospedaliera e nella Asl 1.
L'indagine per corruzione tocca oltre a Duca, Valorosi, Barberini e Ambrogi, già coinvolti nei concorsi, anche il manager Reno Vitali e Alberto Palazzetti, coordinatore della Federazione sindacati indipendenti.
Tra i nuovi indagati, stavolta nel fascicolo dei concorsi, ci sono anche le persone raccomandate dai politici. Una in particolare, quella che secondo i magistrati è stata oggetto dell'interessamento di Catiuscia Mirini, al magistrato Paolo Abbritti ha detto di non aver mai ricevuto materialmente le tracce del concorso. In una prima selezione non è entrata per mancanza di titoli, in una seconda, invece, è risultata nelle posizioni di vertice.
Nei capi di imputazione i pm scrivono che ha ricevuto “segnalazione” delle tracce e non una consegna diretta. Che sarebbe sì avvenuta - sostengono i magistrati - tra Duca e Valentini a Palazzo Donini con recapito a un'ex dipendente Legacoop.