Roberto Ferracci condannato a 12 anni di carcere

L'accoltellatore dei due giudici dovrà anche risarcire in sede civile le vittime
Perugia

Una condanna esemplare per Roberto Ferracci, l'albergatore di Spello che il 25 settembre 2017 assalì, accoltellandoli, due magistrati del tribunale di Perugia.
All'uomo è stata inflitta una pena di 12 anni di reclusione. Il pm ne aveva chiesti 15. Il rito abbreviato chiesto dall'imputato si è svolto davanti al gip del tribunale di Firenze. Ferracci, assistito dall'avvocato Silvia Olivieri, era presente. Riconosciuto il risarcimento del danno alle parti civili (i giudici Umberto Rana a Francesca Altrui) da liquidarsi in sede civile. 
Come si ricorderà, Roberto Ferracci, 53 anni, albergatore di Spello, il 25 settembre scorso assalì nel loro ufficio due magistrati del tribunale civile di Perugia, Francesca Altrui e Umberto Rana.

Accusato di tentato omicidio, l’uomo, armato di due coltelli da cucina, ferì (per fortuna in maniera lieve, senza punti di sutura) due togati della sezione fallimentare e anche un impiegato, quindi venne arrestato dalla Polizia. Da allora è rinchiuso nel carcere a Perugia.
Nella ricostruzione dei fatti sembra che l’albergatore di Spello abbia agito a seguito dell’esito sfavorevole di una controversia aperta da una società di famiglia con la banca Unicredit e che nella sua follia abbia voluto vendicarsi contro l'ufficio che aveva deciso a suo sfavore.
Per il pm le prove sono evidenti.  
“Ho fatto più volte presente - dice l’avvocato Olivieri - che il mio assistito sta molto male, versa in condizioni disperate. Ha perso 20 chili. E anche sul piano psichico presenta dei segni inquietanti: sguardo fisso, imbambolato, trema, parla con difficoltà. Quel poco che riesce a dire è che, pur non ricordando niente di quella mattina, si dispiace profondamente per ciò che gli hanno raccontato che lui ha fatto. Si dice stupito e dispiaciuto. Incredulo di aver potuto osare tanto. E ha anche scritto una lettera nella quale esprime il suo pentimento, dove chiede perdono”.

“Ferracci di quel brutto episodio non ricorda nulla - ribadisce l’avvocato -, è come se avesse rimosso tutto. Rammenta solo di essere uscito di casa, di essere arrivato in tribunale. E poi il vuoto, fino a descrivere solo l’anticamera delle stanze dei magistrati dove l'hanno bloccato e dove poi è arrivata la Polizia a portarlo via”.
“Già al primo Gip che si occupava del caso - dice il legale difensore - avevo fatto presente le patologiche condizioni del mio assistito. Roberto Ferracci, conosciuto in tutta Spello come un uomo disturbato ma mite, sta male da molti anni, tanto che dal 2012 è in terapia al Servizio psichiatrico diagnosi e cura di Foligno. La notizia di rigetto della causa contro Unicredit, peraltro decisa da un magistrato diverso da quello a cui ha fatto visita la mattina del 25 settembre, è la causa scatenante. Perdendo il suo albergo si è sentito definitivamente abbattuto. Lui dice che era uscito di casa per fare chiarezza, e il fatto che abbia portato con sé due coltelli da cucina, potrebbe anche contemplare altre ipotesi, da tenere in considerazione piuttosto che puntare dritti solo alla premeditazione. Ferracci è un uomo che da tempo chiedeva aiuto. E ora il fatto di ritrovarsi in carcere, dove è stato sottoposto anche a regime di isolamento e dove adesso per i suoi palesi disturbi è tenuto sotto costante controllo, non può che compromettere ancora di più la situazione. Lo psichiatra inviato dalla procura ha ritenuto che il detenuto fosse compatibile con il regime carcerario, ma io mantengo le mie riserve. Ferracci si sta spengendo”.