Rifiuti, «Gesenu, Gest e Tsa restituiscano 25 milioni»

La Corte dei conti chiede indietro la cifra fatturata ai Comuni per servizi mai svolti
Perugia

Mercoledì 23 maggio, di fronte al collegio della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti, presieduto da Salvatore Nicolella, è approdato il caso Gest, la società frutto dell’unione con Gesenu e Tsa che ha vinto il maxi appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in 24 comuni dell’Ati2.
Alla Gest, Gesenu e Tsa la procura regionale della Corte dei conti chiede indietro la cifra di 25,3 milioni di euro, cioè quella che secondo l’accusa è stata fatturata ai Comuni per servizi mai svolti.
Citati a giudizio anche alcuni loro dipendenti, ovvero Luca Rotondi, Giuseppe Sassaroli, Giuliano Cecili, Luciani Sisani e Roberto Damiano. Nel suo lungo intervento il procuratore Antonio Giuseppone ha ripercorso tutte le tappe della vicenda, sostenendo che «nell’ottica di massimizzare il profitto le società hanno scaricato direttamente in discarica i rifiuti che invece andavano biostabilizzati; procedimento che però costa molto di più. Dal punto di vista formale sembrava tutto a posto e quindi i Comuni, vedendo i cassonetti svuotati, pagavano le fatture che gli venivano presentate; non potevano accorgersi loro delle gravi irregolarità, quindi non c’è omesso controllo».
Tutti motivi per cui Giuseppone chiede, in solido, la restituzione di 25,3 milioni per «responsabilità dolosa».