Poliziotto condannato a tre anni e mezzo di carcere

Stefano Moschini ha patteggiato la pena. Sospeso dal servizio ora è ai domiciliari
Perugia

Stefano Moschini, il poliziotto della stradale arrestato a settembre scorso nell’ambito di un’indagine della Procura di Perugia su un import di droga da Napoli, ha patteggiato la sua condanna davanti al gup Carla Giangamboni a tre anni e mezzo di reclusione. E’ stato sospeso dalla Polizia ed è tuttora detenuto agli arresti domiciliari.

Il gup ha accolto altre richieste di patteggiamento: Alessandro Minciotti tre anni e 4 mesi, Orazio Bavastrelli tre anni e 10 mesi, come Ciro Siciliano, mentre Francesco Siciliano ha patteggiato la pena a due anni e mezzo. Altri patteggiamenti per le “trasportatrici” oscillano dai 10 mesi a poco meno di due anni. Deliberati anche alcuni rinvii a giudizio per coloro che hanno optato per il rito ordinario. Stando alla ricostruzione investigativa il gruppo, forte della complicità di un vigilante, è entrato in possesso di denaro che un istituto di vigilanza privata prelevava da supermarket e bancomat. Nell’ambito dell’inchiesta sono emersi, dunque, episodi di rapina, estorsione e riciclaggio. Moschini è stato difeso dall’avvocato Alessandro Vesi.

Pene dunque da quasi a 4 anni a dieci mesi. L'epilogo giudiziario della operazione che nel settembre scorso portò all’esecuzione di otto misure cautelari a carico di un ex poliziotto della stradale, di un imprenditore e di altri sette coinvolti a vario titolo nell’inchiesta della squadra mobile di Perugia, che era riuscita a mettere in luce un giro di traffici illeciti, complicità e soldi facili.

Il gup Carla Giangamboni ha accolto le richieste di patteggiamento a carico di otto personeStefano Moschini, il poliziotto della stradale arrestato a settembre scorso nell’ambito di un’indagine della Procura di Perugia su un import di droga da Napoli, ha patteggiato la sua condanna davanti al gup Carla Giangamboni a tre anni e mezzo di reclusione. E’ stato sospeso dalla polizia ed è tuttora detenuto agli arresti domiciliari.

Il gup ha accolto altre richieste di patteggiamento: Alessandro Minciotti tre anni e 4 mesi, Orazio Bavastrelli tre anni e 10 mesi come Ciro Siciliano mentre Francesco Siciliano ha patteggiato la propria pena a due anni e mezzo. Altri patteggiamenti per le “trasportatrici” oscillano dai 10 mesi a poco meno di due anni. Alti due sono stati invece rinviati a giudizio in seno alla scelta del rito ordinario.
Stando alla ricostruzione investigativa il gruppo, forte della complicità di un vigilante, è entrato in possesso di denaro che un istituto di vigilanza privata prelevava da supermarket e bancomat. Nell’ambito dell’inchiesta sono emersi, dunque, episodi di rapina, estorsione e riciclaggio.
Da Napoli sarebbero stati inoltre trasportati importanti quantitativi di hashish per provvedere a rifornire il capoluogo umbro. Una vicenda inquietante, fatta di estorsioni, riciclaggio di denaro, e di complicità. L'ex imprenditore,avrebbe finanziato i carichi di sostanza stupefacente da Napoli a Perugia. E proprio lui, ex socio di un locale insieme al brasiliano (che avrebbe addirittura finto un rapimento per sfuggire ai debiti della gang) sarebbe finito nelle mire di tre napoletani (finiti agli arresti domiciliari), che - al fine di recuperare la droga consegnata il 22 ottobre 2016 a Minciotti che ne avrebbe curato il trasporto anche per conto di Campos Wagner Paolo (il ragazzo brasiliano, ndr) - sarebbe stato minacciato e costretto a salire in auto, colpito alla testa e al corpo, per poi, infine, portagli via l’auto e trasportarla fino a Napoli per utilizzarla, secondo la procura, come forma di garanzia per la riscossione della somma o per la restituzione della sostanza stupefacente. Moschini è difeso dall’avvocato Alessandro Vesi.

Gli avvocati difensori sono, tra gli altri: Alessandro Vesi, Barbara Romoli, Donatella Panzarola, Sebastiano Fusco, Riccardo Cafaro, Carlo Pacelli, Oscar Ucelli.