«“Energie per l’Italia” è la leva per far ripartire il centrodestra»

A colloquio col dottor Andrea Calabro, segretario regionale di Epi, che definisce le linee guida per l’Umbria che si è dato il movimento fondato da Stefano Parisi
Perugia

Da due anni e scesa in campo una nuova forza politica, “Energie per l’Italia”, fondata il 17 novembre 2016 da Stefano Parisi, ex Ad di Fastweb e gia Dg di Confindustria e fedelissimo di Berlusconi.

Silvio Berlusconi e Stefano Parisi
Epi (questo l’acronimo) si colloca all’interno del centrodestra, in quello spazio che vede operare varie sensibilita politiche: da Berlusconi, alla Meloni, a Salvini, a Fitto e Quagliarello.
   Abbiamo intervistato Andrea Calabro, coordinatore regionale del nuovo movimento «che punta a ricostruire il Paese con un programma liberale e popolare, riformista e federalista. Partendo dai programmi e dai territori. Con proposte serie ed efficaci. Non contro qualcuno, ma per qualcosa: per far sì che il futuro torni ad essere nostro e dei nostri figli. L’idea e quella di rimettere al centro di tutto il cittadino, le sue esigenze. Perche lo Stato e nato per risolvere i problemi dei suoi “sudditi” e non per complicargli la vita. Penso alla digitalizzazione contro la burocrazia. Servono meno tasse. Non ci vuole assistenzialismo come il reddito di cittadinanza, ma il recupero di quelle risorse che abbiamo perso quando siamo entrati in Europa. Siamo per l’abolizione delle Regioni. Un ente che deve avere solo un potere organizzativo. Perche quello legislativo e programmatico spetta ad un organo centrale».
        Il dottor Calabro spiega come l’obiettivo politico dei parisiani in Umbria sia «mirare a quei 100 mila voti che il centrodestra ha perso per strada tra delusi e persone che si sono allontanate, senza interferire nella struttura e nei progetti dei singoli partiti del centrodestra, ma apportando loro energia, idee, programmi per rivitalizzare e rilanciare la coalizione del 4 marzo. In questo territorio vogliamo andare a riempire un vuoto che si e venuto a creare; divenire la quarta forza della coalizione e dunque rappresentare una chance per i tanti delusi, ma che vogliono e desiderano un centrodestra unito».
Segretario, quali sono i motivi che dovrebbero portare l’elettorato a scegliervi?
«Va ricordato che tutto ha avuto inizio con Berlusconi che chiese a Parisi di riorganizzare Forza Italia. Noi vogliamo proseguire su quella linea. E sono certo che la componente “radicale” di Epi ha le risorse e la capacita di completare e perfezionare questo processo di risanamento. Per fare questo pero occorre puntare su una classe dirigente nuova, di qualita, preparata, e anche dotata di un necessario talento politico. Epi e nata per riaggregare forze vive importanti, per mettere insieme idee e proposte vincenti, ma soprattutto per individuare quelle energie vitali che hanno il diritto e il dovere di riappropriarsi delle leve di comando. Per questo lanciamo un appello alle forze migliori, affinche tutti uniti si possa risanare un Paese che in questo momento e fortemente disorientato».