Marini, per l'Umbria risorse ridicole

La Presidente della Regione critica il Piano dissesto idrogeologico del Governo
Perugia

«All'Umbria servono quasi 400 milioni per risanare il dissesto idrogeologico, altri 75 per le aree colpite dal sisma, non necessariamente facenti parte del cratere. Non pretendiamo che questi soldi ci vengano assegnati d'emblée, semplicemente di essere messi nelle condizioni di poter andare avanti con il nostro lavoro». La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha incontrato ieri a Roma il premier Giuseppe Conte sul "Proteggi Italia" che all'Umbria assegna appena 939 mila euro per il 2019, circa un milione per il 2020 e altrettanto per il 2021, soldi che vengono però legati all'emergenza maltempo di ottobre-novembre 2017.
«Su un totale di oltre tre miliardi di risorse - afferma Marini - all'Umbria, colpita da gravi problematiche di dissesto idrogeologico, con il territorio attraversato interamente dal fiume Tevere e sottoposto ad evidenti rischi idraulici e soprattutto con il rischio sismico presente sulla fascia appenninica e su gran parte del territorio regionale, che espone l'Umbria ad evidenti impatti di dissesto, è stata assegnata la 'ridicola' cifra di circa novecento mila euro per il 2019 e di appena tre milioni di euro per l'intero triennio 2019/2021, per chi se ne intende di opere pubbliche è come dire '0'».
"Il tema del dissesto idrogeologico è delicatissimo spiega la governatrice Marini ma noi ci presentiamo con i compiti fatti. Da quando sono stati nominati i commissari, nel 2011, abbiamo già concluso 114 interventi in collaborazione con i Consorzi della bonificazione, le Province e le Autorità di bacino mentre 13 sono in corso per un totale di 82 milioni. Risorse messe a disposizione dai Governi precedenti e spese con puntualità per progetti che ora non possono essere fermati.
La Regione ha calcolato una cifra di circa 196 milioni per fronteggiare il rischio idraulico. Tra le priorità: la sistemazione del bacino del fiume Paglia con interventi diffusi e strettamente connessi ai lavori già avviati per la salvaguardia delle aree di Orvieto Scalo, Allerona e Castel Viscardo colpite dall'alluvione del novembre 2012 (32 milioni); il completamento degli interventi per Citerna (14 milioni) e la prosecuzione delle operazioni di riduzione di rischio idraulico lungo l'asta del Tevere (20 milioni). Per la mitigazione del rischio frana sono stati calcolati quasi 165 milioni. Quaranta sono gli smottamenti nel territorio regionale legati alle piogge di gennaio/febbraio 2018. Da annoverare anche l'emergenza Deruta (marzo 2018) determinata dalla rottura di una condotta dell'acquedotto. Seria la situazione nelle aree colpite dal sisma del 2016.