Nestlè garantisce 600 posti di lavoro

Allo sciopero di sabato 7 partecipa anche Maurizio Landini
Perugia

Segnali di apertura da parte della Nestlè in vista dello sciopero generale che rischia di bloccare la città, convocato per sabato 7 ottobre.

La multinazionale fa sapere che «A regime lo stabilimento Perugina darà lavoro a oltre 600 persone confermandosi fra i maggiori player del mercato del cioccolato in Italia per numero di occupati e la fabbrica Nestlé con il maggior numero di addetti nel nostro Paese».
Inoltre «il piano per lo sviluppo sostenibile di Perugina affronta responsabilmente e per tempo la situazione preesistente degli esuberi, per i quali, dal 2014, è stata attivata la Cigs, non rinnovabile da giugno 2018. Il piano, di cui i sindacati sono a conoscenza avendolo firmato presso il ministero del Lavoro, contiene il preciso impegno a ricollocare almeno il 70 per cento degli esuberi presso aziende terze o presso altre unità del Gruppo Nestlé in Italia».
Nestlé ricorda inoltre di aver dato vita a un piano di investimenti 2016-2018 per l’Italia, «che sta andando avanti puntualmente», pari a 200 milioni.
«Numeri e dati – dice – che nei fatti smentiscono l’affermazione di chi sostiene che stiamo smantellando l’assetto industriale italiano».

Intanto si procede per dare vita ad una grande manifestazione di sabato 7.
Avrà inizio alle ore 10 e ne farà parte anche il segretario della Fiom Maurizio Landini.
Al fianco dei lavoratori sabato ci saranno anche gli operai della ex Antonio Merloni.
Perché, come scrive Sinistra italiana Terni: «La manifestazione di sabato è per la Perugina, come per la ex Novelli, la TerniEnergia, l’Ast, le industrie dell’area appenninica a rischio di spopolamento e abbandono, così come per i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative, costretti a lavorare a condizioni vergognose per appalti al massimo ribasso, come quello per le pulizie del Comune di Terni».

APPELLI ALLA PARTECIPAZIONE
Appello alla partecipazione arriva dalla Società di Mutuo Soccorso di Perugia, a cui hanno aderito Famiglia Perugina, Libera Umbria, Società del Gotto, Società operaia di Mutuo Soccorso di Mugnano, Società operaia di Mutuo Soccorso di Magione, Società del Bartoccio, Associazione sportiva Tevere di Pretola, Ecomuseo del Tevere di Pretola, Arci di Magione, Associazione Nemo e il Tavolo delle associazioni del centro storico.

Tante le adesioni e i messaggi di solidarietà.
Tra questi quello dell’Ente Bilaterale del Terziario Umbria, l’organismo costituito e gestito pariteticamente dalla Confcommercio dell’Umbria e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil; l’Ente chiede di trovare una soluzione in grado di salvaguardare i posti di lavoro.

Un appello alla partecipazione arriva da parte del segretario del Pd Giacomo Leonelli: «La città – chiede – scenda in piazza. Difendiamo la Perugina perché difendiamo posti di lavoro e lavoratori».
Mentre anche la Lega Nord, attraverso il consigliere regionale Valerio Mancini, si appella a tutti i sindaci umbri affinché partecipino.

Ci sarà anche il Movimento 5 Stelle che, attraverso le parole del consigliere regionale Andrea Liberati, fa sapere «saremo presenti in forze».